Il settore delle vernici e dei rivestimenti segna un punto di svolta fondamentale sul fronte della transizione ecologica. AkzoNobel ha annunciato ufficialmente il raggiungimento del suo obiettivo di sostenibilità fissato per il 2030: dimezzare le emissioni di carbonio generate dalle proprie attività operative dirette.
La straordinarietà della notizia risiede nella tempistica: il colosso olandese ha centrato questo traguardo storico con ben quattro anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia iniziale.
Un traguardo validato da Science Based Targets
L’obiettivo aziendale era stato stabilito nel 2020 e validato dall’autorevole iniziativa Science Based Targets (SBTi). Il piano prevedeva il taglio del 50% delle emissioni Scope 1 (emissioni dirette) e Scope 2 (emissioni indirette da energia acquistata), assumendo il 2018 come anno di riferimento.
Il raggiungimento anticipato di questa pietra miliare dimostra come le politiche ambientali non siano più solo una dichiarazione d’intenti, ma una parte integrante e fluida delle attività quotidiane dell’azienda.
“Ci eravamo posti una visione chiara: diventare carbon neutral entro il 2050. Siamo molto orgogliosi di aver compiuto un passo importante verso la realizzazione di questo obiettivo” – ha dichiarato Wijnand Bruinsma, Direttore della Sostenibilità di AkzoNobel.
I pilastri del successo: elettricità rinnovabile e investimenti green
Il percorso di AkzoNobel verso la decarbonizzazione si è basato su investimenti infrastrutturali mirati e su una transizione energetica radicale a livello globale.
1. Il passaggio globale all’energia pulita
Attualmente, l’azienda utilizza il 100% di elettricità rinnovabile in tre continenti chiave:
Nord America
America Latina
Europa
Grazie ai recenti passaggi totali al rinnovabile completati anche in Sudafrica e Vietnam, oggi sono ben 92 le sedi aziendali che sfruttano esclusivamente energia pulita, coprendo complessivamente il 69% dei siti produttivi mondiali.
2. Il caso studio del sito di Pilawa (Polonia)
Uno dei contributi più rilevanti per l’abbattimento delle emissioni Scope 1 è arrivato dallo stabilimento di Pilawa, in Polonia. Qui, un investimento mirato da 1,7 milioni di euro ha permesso di:
Sostituire integralmente le vecchie caldaie a gas con moderne pompe di calore.
Attivare (dal 2024) il più grande impianto solare europeo dell’azienda, composto da 3.551 pannelli fotovoltaici.
La prossima sfida: ridurre le emissioni della catena del valore (Scope 3)
Se le attività interne hanno già raggiunto i target prefissati, AkzoNobel guarda già oltre. La sfida più complessa si gioca ora sulle emissioni Scope 3, ovvero quelle legate all’intera catena del valore (fornitori, logistica e utilizzo finale dei prodotti da parte dei clienti), con l’obiettivo di dimezzarle sempre entro il 2030.
Per supportare i clienti in questa transizione, l’azienda sta sviluppando soluzioni tecnologiche e digitali all’avanguardia. Un esempio concreto è il nuovo calcolatore energetico Eco+ Cure lanciato da Interpon, il celebre marchio di vernici in polvere di AkzoNobel.
Questo strumento digitale permette alle aziende partner di analizzare dati operativi sensibili come:
Consumo di gas industriale
Temperatura dei forni di cottura
Produttività generale delle linee
L’analisi incrociata di questi fattori aiuta i clienti a ottimizzare i cicli di lavoro, abbassare i costi operativi e ridurre l’impronta di carbonio legata all’applicazione dei rivestimenti.
Verso il 2050: il futuro è carbon neutral
Con una leadership di sostenibilità ormai consolidata nel mercato globale delle vernici, AkzoNobel punta a fare da traino per l’intero comparto industriale. Maggiori dettagli sulla strategia climatica del gruppo e sui dati certificati sono consultabili nella Relazione Annuale 2025 e sul portale ufficiale dell’azienda.
La strada verso le zero emissioni nette entro il 2050 è tracciata e, a quanto pare, corre più veloce del previsto.

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