Al settimo Eae Etics Forum di Milano analisi sull’implementazione di Case Green. Il mercato cresce, ma l’edilizia fa i conti con la riduzione dei posatori qualificati: -62% in tre anni.


Direttiva Case Green: al Forum Eae–Cortexa di Milano il punto sull’implementazione e sulle criticità del settore

Il cuore del dibattito sull’efficienza energetica europea ha battuto a Milano, dove Eae (European Association for External Thermal Insulation Composite Systems) e Cortexa, il progetto associativo italiano di riferimento per il sistema a cappotto, hanno accolto oltre 200 partecipanti per il Settimo Forum Europeo.

La giornata si è sviluppata attraverso una serie di sessioni focalizzate sull’urgente necessità di riqualificazione energetica in Europa, con un’attenzione particolare al ruolo cruciale dei sistemi a cappotto termico (Etics) e all’implementazione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Epbd).

Ad aprirla è stato il presidente Eae, Jacek Kulig, affiancato da Stefano Deri, presidente del Consorzio Cortexa e Cecilia Hugony di Renovate Italy, che promuove la riqualificazione energetica e profonda degli edifici esistenti.

Crescita e sostenibilità

Nel 2024, il 9,2% della popolazione europea non ha potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione, ha spiegato Ralf Pasker, managing director di Eae.

Ma l’Italia, Paese ospitante, ha mostrato un considerevole miglioramento su questo fronte, passando dal 17% di povertà energetica nel 2015 all’8,6% nel 2024, un progresso che deve molto anche agli importanti incentivi fiscali del passato.

Nonostante l’assenza di misure particolarmente significative, il mercato italiano del Sistema a Cappotto nel 2025 non scenderà al di sotto dei livelli del 2020, con una stima di 26 milioni di metri quadri installati, contro i 17 milioni del 2020. Questa tenuta indica che la consapevolezza rispetto all’esigenza di ridurre consumi ed emissioni sta crescendo.

Gli edifici italiani rappresentano oltre il 40% dei consumi energetici del Paese, e ben il 69% di questi consumi è dovuto al riscaldamento e raffrescamento.

Pasker ha ribadito che l’involucro dei nostri edifici deve urgentemente smettere di sprecare energia, e in questo il sistema a cappotto è un alleato fondamentale, garantendo una vita utile superiore ai 50 anni, con una necessità di manutenzione uguale o addirittura inferiore a quella delle facciate non isolate.

A livello continentale, il mercato del sistema a cappotto cresce in tutti i principali paesi, passando da 184,4 a 214,6 milioni di metri quadri installati rispettivamente nel 2020 e 2024, con un incremento complessivo del 16,4%.

Allarme e competenze

Sono oltre 300 i progettisti italiani coinvolti nella Terza indagine sulla sostenibilità del Centro Studi Cortexa, presentata durante l’evento. L’indagine, parte del progetto Etics for -55%, un’iniziativa di Cortexa volta a valorizzare il contributo del sistema a cappotto nell’efficientamento energetico degli edifici, conferma come questa soluzione sia indispensabile per l’efficienza energetica e per il raggiungimento degli obiettivi Epbd.

L’implementazione della direttiva europea richiede sistemi da costruzione efficaci e certificati, incentivi stabili, formazione dei progettisti e disponibilità di imprese qualificate.

Ma emerge un dato allarmante: il numero di posatori con competenze certificate secondo la norma Uni 11716 è diminuito del 62% rispetto al 2022 (i posatori certificati sono ora 3.390, a fronte dei 8.951 del 2022 e 6.041 a ottobre 2024).

I dati

L’indagine ha esplorato anche le dinamiche decisionali dei committenti. Circa il 70% dei progettisti ritiene che la disponibilità di incentivi fiscali resti determinante per gli interventi di riqualificazione, e la loro mancanza incide in modo significativo in tutte le aree geografiche, con un’incidenza cresciuta in modo significativo anche al Nord, salendo al 71,3% nel 2025 rispetto al 34% del 2024.

Nonostante questo, la misura di efficientamento più proposta è il sistema a cappotto, indicato da circa l’88% dei progettisti, consolidando il concetto di Energy Efficiency First. La motivazione principale che spinge i committenti alla scelta è il miglioramento del comfort abitativo (circa il 30% delle risposte), superando il risparmio in bolletta e l’accesso agli incentivi, una tendenza legata anche alla necessità di proteggere le abitazioni dall’aumento delle temperature estive.

Interessante è il calo dell’8% nella percezione del costo elevato come principale obiezione dei committenti, che scende al 36% nel 2025 rispetto al 44% del 2024.

Tuttavia, il 64% dei committenti è ancora scarsamente informato sulla direttiva Epbd, e oltre il 30% non la conosce affatto, sebbene il 67% sia ben informato sugli incentivi fiscali in vigore.

Sul fronte dei progettisti, quasi il 70% si dichiara poco informato sui contenuti della direttiva europea, pur riconoscendone l’importanza, evidenziata dall’88% degli intervistati. Per l’attuazione della direttiva, il 73% dei progettisti ritiene indispensabili gli incentivi fiscali, il 50% fondamentale l’attività di informazione della cittadinanza e circa il 48% la formazione specifica.

Punti deboli

I progettisti ravvisano nella mancanza di incentivi a lungo termine (76%) e nella scarsità di imprese qualificate (45%) i maggiori ostacoli all’implementazione della direttiva. Questo in un contesto in cui oltre l’80% riconosce che il sistema a cappotto è determinante per raggiungere gli obiettivi Epbd.

Ancora: il 71% dei progettisti ribadisce che non è sufficiente un cappotto qualsiasi, ma un sistema a cappotto certificato, con kit unico e marcatura Ce.

A riprova di ciò, il 70% identifica CasaClima come il principale protocollo di sostenibilità, che garantisce non solo la corretta scelta, ma anche la verifica della posa. Per spingere ulteriormente la prescrizione del cappotto, il 51% dei progettisti vorrebbe poter accedere a liste di imprese esperte e certificate, il 41% richiede un supporto formativo e il 55% esige maggiore chiarezza sulle soluzioni incentivabili che garantiscano un reale risparmio energetico, evitando i cosiddetti materiali miracolosi, ma con scarse prestazioni.

Infine, si consolida l’idea che la sostenibilità, per l’88% dei progettisti, sia interpretata dai committenti come riduzione dei consumi più che come utilizzo di fonti rinnovabili (che scendono al 52%), confermando che prima si devono eliminare gli sprechi dell’involucro.

Il futuro

Secondo il presidente di Cortexa Deri, l’edilizia sta vivendo una trasformazione strutturale e tecnologica non più rimandabile. L’inefficienza energetica si traduce in costi elevati per le famiglie e dipendenza dalle importazioni.

Il sistema a cappotto è una delle soluzioni più mature e misurabili per ridurre i consumi e portare benefici immediati ambientali, economici e sociali.

L’Epbd non è solo un provvedimento europeo da rispettare, ma una chiamata a ripensare il ruolo di tutti: il settore deve garantire qualità, le aziende devono innovare e formare, e il sistema Paese deve sostenere famiglie e imprese.

Cortexa, che dal 2007, anche attraverso il suo Manuale per l’Applicazione del Sistema a Cappotto, diffonde la cultura dell’isolamento termico a cappotto di qualità, continuerà a mettere a disposizione il proprio know-how per affrontare questa sfida cruciale, perché l’efficienza energetica è un investimento nel futuro che la filiera deve vincere unita.

La direttiva

Il senso della direttiva Epbd è stato descritto da Serena Pontoglio, Research Programme Officer, Economics of climate change della Commissione Europea: gli edifici sono responsabili del consumo del 40% dell’energia e del 52% del gas naturale.

La nuova direttiva introduce regole più stringenti per riqualificare gli edifici meno performanti, con un obiettivo progressivo per il residenziale di una riduzione del consumo energetico medio del 16% entro il 2030 rispetto al 2020. Per il non residenziale, gli Stati dovranno imporre la riqualificazione del 26% meno performante della loro categoria entro il 2033.

Un elemento chiave è l’obbligo di redigere Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici con stime di investimento e fonti di finanziamento. La Epbd introduce anche il nuovo standard Zero Emission Building (Zeb), obbligatorio per tutti i nuovi edifici dal 2030, e rafforza il sistema dei Certificati di Prestazione Energetica (Epc) con una classificazione unica da A a G.

Inoltre, c’è l’obbligo per gli Stati di garantire supporto finanziario e tecnico (in particolare per gli abitanti vulnerabili) e vanno introdotti gli Sportelli Unici (One-Stop Shops) per l’assistenza tecnica.

Secondo Stefano Cera di Renovate Italy, l’efficienza edilizia è un pilastro fondamentale della sicurezza energetica: «Ogni aumento dell’1% nell’efficienza riduce le importazioni di gas del 2,6%.

A livello socio-economico, il settore è un potente motore di occupazione locale, con ogni milione di euro investito in Italia che crea circa 18 posti di lavoro». Infine, va sfatato il mito secondo cui l’isolamento sia utile solo d’inverno, presentando studi che ne confermano l’efficacia contro il surriscaldamento estivo, aumentando la resilienza urbana.

Tavolo di lavoro

Filippo Colonna, responsabile del gruppo advocacy di Cortexa, ha sottolineato l’imprescindibile necessità di un confronto tra istituzioni e categorie per ridisegnare la strategia di efficienza energetica, definendo impensabile l’attuale assenza di un canale di incentivi dedicato.

Colonna ha annunciato che, attraverso il tavolo interassociativo (che include Cortexa e altre associazioni confindustriali e non), sono stati presentati due emendamenti alla prossima Legge di Bilancio (2026).

Il primo mira a distinguere e potenziare il canale dedicato all’efficienza energetica, separandolo da altre detrazioni, poiché è inaccettabile che interventi di efficientamento finiscano in un’unica agevolazione indifferenziata che incentiva allo stesso modo il rifacimento di un bagno e il miglioramento delle prestazioni energetiche di un edificio: la filiera dell’efficienza, decisiva per gli obiettivi di riduzione di emissioni e consumi, necessita di un canale preferenziale.

Un secondo emendamento propone di reintrodurre, pur in un perimetro rigoroso e selettivo, i meccanismi di cessione del credito e sconto in fattura, riconoscendo che, sebbene il Governo sia meno disponibile su questo punto, non si può buttare via ciò che di buono c’era nel meccanismo del superbonus, e le riqualificazioni energetiche vanno rese applicabili su larga scala e soprattutto dotate di una visione di medio-lungo periodo.

L’errore da evitare, ha concluso, è replicare misure brevi e brucianti come quelle passate, ma la soluzione non può essere la totale assenza di visione a cui si sta assistendo: occorre tornare a un tavolo con tutte le categorie e ridisegnare insieme un piano credibile e stabile.

La visione strategica

In linea con le preoccupazioni di Cortexa, anche Emanuele Ferraloro, presidente di Federcostruzioni, che ha evidenziato il ruolo assolutamente centrale dell’efficientamento energetico per il settore.

Ferraloro ha rimarcato che la tecnologia, il buon sapere e il buon fare sono assolutamente determinanti quando si tratta di coibentare correttamente gli edifici, in quanto riscontri e studi confermano che la resa di questo tipo di interventi, in termini di risparmi e ritorni economici, è uno degli elementi cardine dell’efficientamento energetico, quello che dà i risultati migliori, rappresentando il primo passo per raggiungere gli obiettivi della direttiva Epbd.

Il principio è che la forma più efficace di risparmio è il non consumo, e per questo è fondamentale intervenire sull’involucro dell’edificio secondo il principio Energy Efficiency First, un approccio supportato dal terzo sondaggio sulla sostenibilità in edilizia (Centro Studi Cortexa) che rivela come il Sistema a Cappotto sia proposto da circa l’88% dei progettisti italiani.

Tuttavia, Ferraloro ha insistito sulla necessità di un cambio di passo a livello legislativo, con leggi snelle, veloci ma soprattutto attuali e di strategia, con una visione a lungo periodo.

Energy efficency first

L’obiettivo è difendere il principio cardine Energy Efficiency First, secondo Christoph Stolz, Eae Board Member Public Affairs. Ma è minacciato dall’instabilità politica e dalla confusione legislativa a Bruxelles: lo testimonia l’eliminazione temporanea di un esplicito riferimento in una bozza di proposta sulla legge europea climatica.

Stolz ha criticato il ritardo dell’avvio dell’Ets 2, affermando che questa incertezza rende impossibili le decisioni aziendali. Ha respinto con forza l’argomento fuorviante secondo cui sostituire un sistema di riscaldamento sia più efficace o economico rispetto al miglioramento dell’involucro edilizio, invitando i leader del settore a intensificare gli sforzi di lobbying.

Best practice

In ogni caso, sono i fattori di successo che guidano la riqualificazione. E si raggruppano in tre categorie, nella visione di Adrian Joyce, Campaign Director di Renovate Europe: legislazione e regolamentazioni (come gli standard obbligatori Meps e il target del 3% per gli edifici pubblici); Incentivi (sovvenzioni, prestiti e l’aumento del valore della proprietà, stimato nel 3-4% per ogni gradino di miglioramento energetico); e altri elementi (come la sicurezza strutturale e l’accessibilità).

Per essere vincenti, i programmi devono supportare misure multiple, avere un finanziamento stabile e continuo (evitando programmi stop-and-go), garantire la consulenza tecnica attraverso sportelli qualificati e prevedere la certificazione degli installatori.

Joyce ha citato diversi esempi replicabili: i Paesi Bassi, dove gli standard obbligatori hanno portato il 75% degli uffici sopra i 100 metri quadrati alla classe C o B in pochi anni; il Portogallo, con la sua rete efficace di Sportelli Unici che raccolgono dati in un learning network; e la Repubblica Ceca, con il programma di risparmio, attivo ininterrottamente dal 2009 e finanziato in gran parte dai ricavi dell’Ets.

Infine, l’uso strategico dei Fondi di Coesione ha visto circa 20 miliardi di euro destinati alla riqualificazione energetica in diversi Stati membri, con l’Italia che utilizza il 26% di questi fondi per il settore residenziale.

Insomma, di fronte a crisi geopolitiche, climatiche e di competitività, l’edilizia efficiente è la risposta più logica e il pilastro per la sicurezza energetica europea.

La sfida ora è replicare i successi, semplificare le normative e garantire stabilità finanziaria per tradurre l’ambizione in azione immediata e di qualità.

Più abitazioni, ma isolate meglio

La giornata è proseguita con la sessione sul Green Deal ha avuto come momento clou il key note del Commissario europeo per l’energia e le politiche abitative Dan Jørgensen, seguito da un intervento sulle buone pratiche condivise di Adrian Joyce (Secretary General of EuroAce – Energy Efficient Buildings) e un dibattito sull’Affordable Housing con Juri Franzosi, direttore generale di Lombardini22, assieme a Joyce e Stolz.

Le sessioni tecniche hanno messo gli Etics al centro: Diego Marcucci (Eae Board Member) e Sebastian van Droogenbroeck (Director Façade and Clay Pavers bij Wienerberger) ne hanno esplorato il potenziale architettonico.

La cruciale discussione sulla sostenibilità e l’economia circolare ha visto l’intervento di Antonio Radaelli (Marketing Director di Saint-Gobain Italia), Jesús Ocaña Corral (Team Lead Sustainability Business Development Styrenics at Basf) e Jakub Stefaniak (in rappresentanza di Eumeps, organismo promotore di soluzioni Eps) sul ruolo, tra gli altri, dell’Eps grigio.

Clemens Hecht (Presidente della Commissione Tecnica di Cortexa e Chair of Technical Committee di Eae) ha introdotto esempi di riqualificazione e approfondito il tema della durabilità con Sebastian Dantz (Technical Manager at Vdpm, Germania) e Federico Tedeschi (Presidente della Commissione tecnica di Cortexa e Chair of Technical Committee di Eae).

Infine, l’attenzione sui dettagli costruttivi e l’eliminazione dei ponti termici hanno coinvolto esperti come Marco Cannone (Managing Director at Rawlplug), Pawel Polak (Responsabile dello Sviluppo del Mercato Globale per gli Etics presso KLIMAS), Marco De-Lazzari (Responsabile vendite unità di Mercato Costruzioni Ejot Italia ) e Sabine Linner (Managing Director at K-Uni, Austria).

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