La durabilità di un edificio e la tenuta estetica delle sue facciate rappresentano oggi una delle sfide più complesse per i progettisti impegnati nella riqualificazione energetica. Tra le problematiche che possono sorgere nel tempo, la proliferazione di microrganismi come alghe e muffe è certamente una delle più visibili e discusse.

Per offrire una risposta tecnica e risolutiva a questo fenomeno, Cortexa ha pubblicato la nuova Guida Tecnica 17, un documento essenziale che approfondisce le dinamiche tra l’isolamento termico e gli agenti biologici, fornendo linee guida chiare per chi punta all’eccellenza costruttiva.

L’interazione tra ambiente e scelte tecniche

Il nuovo quaderno tecnico analizza come la comparsa di microrganismi non debba essere considerata un difetto intrinseco del Sistema a Cappotto, bensì il risultato di una complessa interazione tra fattori ambientali e scelte progettuali.

Spesso la formazione di patine biologiche è favorita da un elevato tasso di umidità superficiale, che può dipendere dalla posizione geografica dell’edificio, dalla sua esposizione solare ridotta o dalla vicinanza a zone particolarmente ricche di vegetazione.

Tuttavia, la guida evidenzia come anche la mancanza di una corretta analisi dei dettagli costruttivi possa creare microclimi favorevoli alla vita di funghi e alghe sulla superficie delle facciate.

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