Le ondate di calore estive e le temperature sempre più estreme mettono a dura prova la didattica. Per migliorare il comfort microclimatico nelle aule, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha dato il via a una misura straordinaria da 20 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di impianti di raffrescamento nelle scuole statali.

L’iniziativa è regolata dal Decreto ministeriale n. 179 del 2 settembre 2026 e dall’Avviso n. 63557 del 4 settembre 2026. Data la ristrettezza dei tempi, le segreterie scolastiche e i dirigenti devono muoversi rapidamente.

Chi può partecipare al bando per i condizionatori?

Il contributo è rivolto a tutte le istituzioni scolastiche statali, che possono presentare una sola richiesta ciascuna in base alle reali necessità dell’edificio.

Per accedere ai fondi, gli edifici scolastici devono rispettare requisiti specifici:

  • Non devono essere di nuova costruzione.

  • Non devono aver beneficiato di interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni.

  • Non devono essere già dotati di impianti per il trattamento dell’aria.

I fondi coprono interamente le spese per l’acquisto, il montaggio e la messa in esercizio dei dispositivi di raffrescamento.

Come e quando inviare la domanda

Le candidature sono aperte dal 7 settembre e devono essere trasmesse esclusivamente dal dirigente scolastico tramite la piattaforma SIDI, utilizzando l’applicazione MONITOR/PIMER.

Attenzione alla scadenza: La finestra temporale è brevissima. Le domande possono essere inoltrate fino alle ore 14:00 di giovedì 11 settembre 2026. Oltre questo termine, il sistema escluderà automaticamente la richiesta.

Il criterio di selezione è quello della procedura a sportello: le risorse saranno assegnate in base all’ordine cronologico di arrivo delle candidature, fino all’esaurimento dei 20 milioni di euro messi a disposizione.

Un quadro più ampio: 114,4 milioni per la sicurezza e il piano da oltre 12 miliardi

Il bando per il raffrescamento estivo si inserisce in una strategia nazionale ben più vasta dedicata all’edilizia scolastica. Di recente, il ministro Giuseppe Valditara ha firmato un nuovo decreto da 114,4 milioni di euro destinato a interventi urgenti e indifferibili, che spaziano dall’adeguamento sismico alla bonifica dell’amianto, passando per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza di solai e controsoffitti a seguito di eventi calamitosi o criticità strutturali.

Queste risorse si sommano agli oltre 12 miliardi di euro già mobilitati tra fondi nazionali e PNRR, configurandosi come il più grande piano di investimento mai realizzato per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle scuole italiane.

L’impegno dei territori: l’esempio di Firenze

A livello locale, gli enti territoriali stanno sfruttando i mesi estivi e i fondi disponibili per trasformare gli istituti in cantieri di innovazione. È il caso di Firenze, dove è in corso un programma da 78 milioni di euro (sostenuto anche dal PNRR) per scuole dell’infanzia, nidi e istituti comprensivi.

Il piano fiorentino non si limita alla sicurezza sismica e al rifacimento degli impianti termici o degli infissi, ma sperimenta soluzioni all’avanguardia come:

  • L’installazione progressiva di climatizzatori nelle scuole dell’infanzia per contrastare le ondate di calore.

  • Interventi di de-impermeabilizzazione dei cortili, con la rimozione di oltre 5.000 metri quadri di superfici asfaltate, la piantumazione di nuovi alberi e la creazione di aree verdi e orti didattici.

Le dichiarazioni istituzionali

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato l’importanza di questi interventi:

«Queste risorse si aggiungono agli oltre 12 miliardi di euro, tra fondi PNRR e nazionali, che abbiamo già investito per l’edilizia scolastica e che costituiscono il più importante investimento mai fatto per le nostre scuole. Garantire sicurezza a chi studia e lavora nelle nostre scuole costituisce una priorità strategica sulla quale continueremo ad investire».

A far eco è l’Assessora all’Istruzione del Comune di Firenze, Benedetta Albanese:

«I circa 78 milioni di euro di investimenti testimoniano una scelta politica precisa: considerare l’edilizia scolastica un investimento sul futuro della città e sulla qualità dell’educazione, migliorando il comfort degli ambienti e ampliando i servizi educativi».


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