A Barcellona il ristorante Relleno unisce design minimale e sostenibile con pannelli imbottiti in Ohoskin, pelle alternativa da scarti agricoli. Superfici performanti, acustica ottimizzata e identità visiva coerente definiscono lo spazio.
Pelle alternativa da scarti agricoli: il ristorante Relleno a Barcellona tra design minimale e sostenibilità
Nel panorama delle finiture contemporanee, il ristorante Relleno, progettato dal designer Isern Serra, rappresenta un caso di studio che coniuga sperimentazione materica, coerenza concettuale e attenzione alla sostenibilità.
Il locale è stato inaugurato quest’estate e si trova nel quartiere Eixample di Barcellona, tra i più di tendenza e dinamici della metropoli, che ospita boutique e ristoranti di lusso, gallerie d’arte e architetture moderne.
All’interno di questo contesto il concept progettuale è stato quello di creare uno spazio in cui il minimalismo futuristico incontra la raffinatezza metropolitana. L’identità visiva si allinea perfettamente al carattere di Relleno, format di ristorazione nato in Spagna, dedicato alla pasta fresca ripiena italiana.
Con un riferimento al ripieno della pasta, che dà il nome al ristorante Relleno, il cuore del progetto è un sistema di pannellature imbottite che riveste integralmente lo spazio.
Si tratta di elementi modulari, una serie di quadrati composti da una base in schiuma strutturale e un rivestimento continuo in Ohoskin: un materiale alternativo alla pelle animale, realizzato con gli scarti delle industrie agro-alimentari e cosmetiche siciliane.
Gli elementi modulari rivestiti in Ohoskin creano un effetto morbido e riflettente, valorizzando luce, texture e atmosfera del ristorante Relleno
— ©David Zarzoso
Economia circolare per il lusso
L’azienda italiana Ohoskin opera in un’ottica che si sposa perfettamente con i principi dell’economia circolare e del design rigenerativo.
Recupera sottoprodotti derivanti dalla lavorazione di arance e fichi d’india delle industrie siciliane per arrivare a un materiale che è al contempo sostenibile, performante e in grado di soddisfare le necessità estetiche di settori quali moda, automotive, nautica e arredamento.
Le fibre vegetali di scarto vengono mescolate con biopolimeri e resine bio-attributed, così da creare un composto dalla consistenza adatta per subire un processo di spalmatura su un tessuto.
Attraverso questo procedimento, che avviene in stabilimenti parzialmente alimentati da pannelli solari, è possibile creare il prodotto alternativo alla pelle animale avendo a disposizione le più svariate combinazioni di colori e texture, al variare delle esigenze estetiche e di performance del materiale.
Nel progetto del ristorante Relleno a Barcellona è estremamente potente e attuale il tema della trasformazione di uno scarto agricolo in una superficie elegante, performante e con un forte carattere estetico.
Stefano Mazzetti, Co-founder & COO di Ohoskin, spiega e racconta la metamorfosi da scarto a superficie raffinata per l’interior design in questo modo: “La metamorfosi delle bucce d’arancia siciliane in una superficie raffinata è, prima di tutto, un atto d’amore.
Per il design, per il territorio, per gli animali. In Ohoskin non lavoriamo uno scarto, ma una risorsa: il risultato di una filiera agricola che fa parte della nostra identità.
La trasformazione nasce da una tecnologia proprietaria che combina questi sottoprodotti con polimeri avanzati di nuova generazione, per ottenere una superficie che non solo quasi eguaglia la pelle tradizionale in performance, ma porta con sé una storia autentica, leggibile e sensoriale”.
Identità visiva coerente con la funzione
La scelta dei colori è molto forte e identitaria, per la pelle alternativa che riveste i moduli è stato scelto il modello Panarea Ohoskin di colorazione Silver, caratterizzata da una finitura satinata metallica, in grado di valorizzare gli spazi tramite la riflessione della luce.
Il rivestimento è applicato a ogni modulo in modo da creare un effetto di leggera tensione superficiale, valorizzandone la lucentezza metallica e la capacità di dialogare con la luce.
Gli elementi modulari rivestono quasi interamente la superficie del ristorante, dando una forte identità allo spazio, operando come una sorta di camera morbida riflettente.
L’illuminazione, distribuita in modo uniforme e senza contrasti eccessivi, accentua la lettura omogenea delle pareti, permettendo al rivestimento di comportarsi come una vera infrastruttura dell’identità del locale e non come semplice finitura decorativa. Il rivestimento dialoga in modo molto coerente anche con gli arredi che sono stati scelti. I banconi in acciaio e le superfici a specchio sono altri elementi riflettenti che entrano nel gioco di luci e riflessi insieme al rivestimento in Ohoskin argentato.
Infine, come tocco identitario di colore, lo spazio accoglie una serie di sgabelli tondi e arancioni di Mlk Furniture, colore identitario del marchio che rappresenta il ristorante ma allo stesso tempo rimando alle arance, materia prima seconda da cui deriva la pelle che riveste lo spazio.
STEFANO MAZZETTICo-founder & Coo Ohoskin
«La metamorfosi delle bucce d’arancia siciliane in una superficie raffinata è, prima di tutto, un atto d’amore: per il design, per il territorio, per gli animali. In Ohoskin non lavoriamo uno scarto, ma una risorsa. Il risultato di una filiera agricola che fa parte della nostra identità. La trasformazione nasce da una tecnologia proprietaria che combina questi sottoprodotti con polimeri avanzati di nuova generazione, per ottenere una superficie che non solo quasi eguaglia la pelle tradizionale inperformance, ma porta con sé una storia autentica, leggibile e sensoriale».


ADRIANA SANTANOCITOCo-founder & Coo Ohoskin
«Il progetto del ristorante Relleno a Barcellona dimostra come materiali rigenerati possano trasformare gli spazi: Ohoskin, pelle alternativa da scarti agricoli, coniuga estetica, sostenibilità e performance acustica, creando un ambiente identitario, raffinato e sensoriale, dove design e responsabilità ambientale si incontrano».
Senza dimenticare l’acustica
L’adozione di superfici morbide non risponde soltanto a un obiettivo estetico: il comportamento acustico dell’ambiente risulta infatti migliorato dalla presenza di materiali assorbenti, contribuendo a una maggiore qualità di fruizione.
Inoltre l’integrazione con pannelli imbottiti permette un miglior comportamento acustico, elemento sempre più rilevante nelle progettazioni destinate all’ambito ristorativo.
Nel suo insieme, il progetto racconta come un materiale rigenerato possa dare vita a una resa estetica sofisticata, in cui il colore e la matericità non sono semplici scelte cromatiche, ma strumenti progettuali capaci di definire in modo identitario lo spazio.
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