Il territorio italiano è storicamente disseminato di piccole e medie attività produttive integrate nei quartieri residenziali. In aree come il Nordest, questo tessuto economico è stato il motore della ricchezza del Paese. Tuttavia, la globalizzazione e la delocalizzazione hanno svuotato molte città di questi opifici, lasciando dietro di sé migliaia di relitti edilizi.
Di Ilaria Bizzo e Stefano Cornacchini


Cosa fare di questi spazi, spesso nati con una logica puramente additiva e privi di un progetto unificante? Il progetto di Casa Pds, realizzato da QB Atelier a Lendinara (Rovigo), offre una risposta brillante, trasformando un ex sito produttivo in una residenza contemporanea.
Valorizzazione dell’esistente: la sfida di QB Atelier
Quando il committente ha richiesto la conversione della vecchia sede della propria attività in abitazione, l’idea iniziale era quella di demolire tutto per fare “tabula rasa”. I fondatori di QB Atelier, Filippo Govoni e Federico Orsini, hanno invece proposto un approccio diverso: valorizzare l’esistente.

Il fronte stradale, caratterizzato da un andamento a falde e dalla presenza di una cabina elettrica dismessa, appariva come un limite: una cortina muraria cieca e impermeabile al contesto. I progettisti hanno trasformato questo “limite” nel fulcro del progetto, puntando tutto sulla privacy e sulla creazione di un paesaggio intimo e protetto.

Corti interne come Hortus Conclusus
Il processo creativo ha previsto il mantenimento dell’involucro esterno e la demolizione completa del manufatto industriale interno. La nuova abitazione è stata collocata nella fascia centrale del lotto, dando vita a due corti che funzionano come veri e propri hortus conclusus:
Corte principale: Situata tra il nuovo volume e il fronte mantenuto, offre un affaccio privilegiato.
Corte posteriore: Più raccolta, funge da cuscinetto verso le proprietà confinanti.
Questi spazi, arricchiti da elementi vegetali, evocano la simbologia monastica dei chiostri, creando un’oasi di pace nel cuore del centro abitato.

Distribuzione degli spazi interni
La casa si sviluppa su due livelli:
Piano terra: Accoglie gli ambienti giorno (ingresso, pranzo, salotto), lavanderia, bagno e studio. Il design è all’insegna della permeabilità, con funzioni suggerite dagli arredi integrati e un doppio volume nel soggiorno che amplifica lo spazio.
Primo piano: Ospita la zona notte, composta da due camere singole con bagno condiviso e una camera padronale con servizio dedicato.
Sistemi costruttivi a secco: efficienza e precisione

Data l’esiguità dello spazio, QB Atelier ha optato per l’impiego di sistemi costruttivi a secco, realizzati prevalentemente ex opera. Le scelte tecniche principali includono:
Struttura mista: Carpenteria metallica e legno lamellare, progettati con precisione maniacale per ottimizzare gli ingombri.
Facciate: Tamponamenti trasparenti in alluminio con tendaggi integrati per la gestione della luce.
Involucro e divisorie: Realizzati in cartongesso.
Vegetazione: I muri di cinta sono dotati di supporti metallici per il Trachelospermum asiaticum Tricolor, che con il suo fogliame perenne e la fioritura profumata, amplia visivamente i confini delle corti.
Un capolavoro di provincia
Casa Pds è un progetto timido che svela la propria bellezza solo a chi varca la soglia della “porticina nera”. QB Atelier dimostra che l’architettura di qualità non è un’esclusiva delle metropoli, ma può nascondersi nei luoghi più insospettabili, trasformando vecchi edifici industriali in capolavori di provincia.

controsoffitto su orditura metallica.
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