Le regole della norma UNI 11424 e le buone prassi per la corretta realizzazione dei vani porta nei sistemi a secco, dai modelli standard alle soluzioni rinforzate per porte pesanti o blindate, garantendo stabilità, sicurezza e qualità finale.

A cura dell’Ing. Mirko Berizzi


Le modalità di corretta posa in opera dei sistemi a secco indoor a supporto della qualità finale sono descritte in un’unica norma tecnica: la Norma UNI 11424: marzo 2015. In poco meno di 60 pagine, questo testo approfondisce “le modalità di posa in opera dei sistemi costruttivi non portanti in lastre di gesso rivestito su orditure metalliche” per ambienti interni.

Questo articolo approfondisce un tema frequente e spesso sottovalutato: la realizzazione dei vani per porte a battentenelle pareti indoor stratificate a secco. Si tratta di un aspetto cruciale, poiché l’attuale design delle aperture d’interni e il layout architettonico degli ambienti introducono porte di varie dimensioni, con finiture e pesi in gioco significativi.

Cosa indica la norma UNI 11424

Le modalità di corretta posa in opera dei sistemi a secco indoor a supporto della qualità finale sono descritte in un’unica norma tecnica – la Norma Uni 11424: marzo 2015 – che in poco meno di 60 pagine approfondisce “le modalità di posa in opera dei sistemi costruttivi non portanti in lastre di gesso rivestito su orditure metalliche” per ambienti interni. La nostra consueta rubrica in questo numero approfondisce un tema frequente, spesso sottovalutato, ovvero la realizzazione dei vani per porte a battente nelle pareti indoor stratificate a secco. Aspetto importante perché oramai il design delle aperture d’interni e il layout architettonico degli ambienti introduce porte di varie dimensioni con finiture e pesi in gioco significativi.

Come nostra buona abitudine partiamo dalle indicazioni riportate dalla Norma Uni 11424. Il paragrafo 5.1.3.8 di pag. 26 dal titolo “Realizzazione di vani porta” segnala che la presenza di aperture costituisce un punto particolare dell’orditura, che cambia la sua geometria e pertanto dev’essere rinforzato per poter alloggiare il tipo di serramento previsto. Per questo motivo, nel prosieguo del capitolo, la Norma entra nel merito delle accortezze di posa indicando alcune specifiche; riportiamo nell’ordine quanto espresso allegando le considerazioni e le integrazioni necessarie alla corretta posa e all’efficacia del vano, frutto dell’esperienza sul campo di Vanoncini.

Cosa indica l'esperienza sul campo

a. In corrispondenza dei vani delle porte la guida a terra deve essere interrotta e tagliata in modo tale da prevedere un’eccedenza tra i 15 e i 20 cm, che deve essere riportata in verticale. Tale eccedenza “sormontata” al montante in verticale rappresenta il rinforzo localizzato quando la parete viene impostata alla quota del pavimento finito; nella maggior parte dei casi di cantiere le partizioni verticali a secco e i relativi vani porta sono realizzati in appoggio al solaio strutturale prima dei massetti e dei sottofondi, pertanto, il risvolto verticale di rinforzo richiesto al punto a) non risulta indispensabile.

b. Il punto di fissaggio della guida a pavimento deve essere realizzato a una distanza massima di 10 cm dal vano porta.

c. Nel montante dev’essere inserito, per tutta l’altezza della porta, un elemento di legno con funzione di controtelaio. Il punto c richiede l’inserimento di un “listone di legno” (nel gergo di cantiere) in luce al montante “di spalla” del vano porta; elemento in legno di sezione rettangolare con larghezza di poco inferiore alla profondità dell’anima del montante e di spessore pari solitamente a 2-3 cm; listone con lunghezza pari almeno all’altezza del vano porta in modo da assumere la funzione di “controtelaio” di fissaggio del telaio della porta.

d. Raddoppiare i montanti posizionati sopra il traverso superiore del vano porta al fine di creare un maggior irrigidimento della struttura nel suo complesso. Il punto d è quello meno conosciuto e questo comporta frequenti errori in cantiere. I due montanti verticali “di spalla” del vano porta necessitano del loro raddoppio “dorso-dorso” per tutta l’altezza dell’architrave sopra la porta; raddoppio integrato dal collegamento dei due profili mediante viti in acciaio zincato punta chiodo o punta trapano che generano un doppio profilo solidale in grado di irrigidire l’architrave sollecitata quotidianamente dall’utilizzo della porta sottostante. Misura indispensabile per evitare il rischio di cavillature del manto di lastratura agli angoli del vano porta.

e. Il taglio delle lastre di rivestimento dell’architrave della porta deve essere effettuato “a bandiera”. Regola insindacabile per contribuire, insieme alla specifica del punto d, a evitare il rischio di cavillatura negli angoli dell’apertura. Inoltre, non dimentichiamo che la posa dei montanti verticali costituenti il vano porta deve sempre essere effettuata con punzonatura nella guida di riferimento per salvaguardare tutti gli aspetti qualitativi approfonditi nella rubrica di We Light n. 3 nov/dic all’articolo “Guide e montanti: avvitamento o punzonatura?”.

Quanto sopra approfondito partendo dalla norma e integrando le buone prassi di installazione riguarda porte a battente di peso ridotto, tipicamente in legno tamburato (con struttura in legno, anima a nido d’ape e pannelli di rivestimento in Mdf o laminato) oppure in alluminio con dimensioni e numero di battenti standard.

Portoncini blindati e fuori standard

Nel caso di portoncini blindati di ingresso piuttosto che di porte di dimensioni, pesi e larghezze fuori standard come ci comportiamo? Qui la Norma non ci aiuta, pertanto, ci affidiamo alla bibliografia disponibile e alle soluzioni progettate e testate sul campo da Vanoncini; soluzioni che prevedono nel dettaglio i seguenti accorgimenti.

  1. I due “montanti spalla” del vano apertura saranno costituiti da profili a U di spessore 2 mm (dimensionati in base all’altezza interpiano e alle spinte orizzontali) inseriti in luce alle guide inferiori e superiori ma fissati separatamente mediante il rispettivo kit squadrette di spessore pari a 2 mm.

  2. Il fissaggio verticale al solaio delle rispettive sommità dei due montanti deve essere effettuato nell’asola verticale della squadretta di ancoraggio in modo da garantire la dilatazione termica verticale del profilo metallico e non incorrere in eventuali cavillature del rivestimento in lastre.

  3. Il traverso orizzontale dell’architrave dovrà essere realizzato sempre con medesimo profilo a U di spessore 2 mm squadrettato ai “montanti spalla”.

  4. L’architrave sarà poi “ordita” con i profili convenzionali (guide e montanti) del sistema parete per poter effettuare i rispettivi fissaggi sfalsati dei piani di rivestimento in lavoro.

  5. In questo caso il listone di legno in luce al montante spalla è opzionale.

  6. La lastratura dell’architrave e del perimetro del vano porta deve sempre essere effettuata con lastre tagliate “a bandiera”.

Questa soluzione ci ha consentito negli anni di gestire e risolvere in cantiere svariate casistiche di porte e portoncini blindati ottenendo anche il benestare di numerosi fornitori in merito alla salvaguardia delle prestazioni di antieffrazione certificata del sistema di apertura installato. Inoltre questa soluzione, opportunamente dimensionata, consente anche di gestire aperture e vani di elevate dimensioni in larghezza che di conseguenza devono sorreggere in architrave orizzontale carichi significativi del sistema parete sovrastante.

CONSIGLIO PRATICORinforza sempre i montanti "di spalla" nell'architrave del vano porta con un profilo raddoppiato e ben collegato. E' il passo più efficace per evitare cavillature del rivestimento nelle aperture a secco.

— Ing. Mirko Berizzi

Abbonati ora alla nostra rivista! Scegli tra la versione cartacea o digitale.


Articoli correlati