Nel distretto del design della Brianza, lo showroom Melgrati 1896 di Lissone è stato oggetto di un intervento di ridefinizione organizzativa degli spazi interni senza ricorrere a opere murarie permanenti.
L’esigenza era quella di dividere lo showroom in due parti distinte e, al contempo, articolare lo spazio in un percorso espositivo, senza toglierne la flessibilità e la qualità percettiva. Inoltre, lo stile dello showroom varia spesso al variare dei mobili esposti: questo crea la necessità di avere a disposizione un’ambientazione in grado di adattarsi rapidamente ai diversi stili.
Di Lorenza Bisbano
Reversibilità negli spazi commerciali
Negli ultimi anni gli spazi espositivi hanno progressivamente modificato la propria natura. La crescente rotazione delle collezioni, l’evoluzione delle strategie di visual merchandising e la necessità di aggiornare frequentemente l’immagine del brand richiedono una maggiore adattabilità e flessibilità degli interni.
Le partizioni tradizionali, come quelle realizzate in cartongesso, rappresentano soluzioni consolidate e performanti quando l’organizzazione dello spazio è destinata a rimanere invariata. Tuttavia, nei contesti commerciali dinamici, la rigidità costruttiva può trasformarsi in un limite operativo, soprattutto quando ogni modifica comporta demolizioni, produzione di scarti e interruzioni dell’attività.
In questo scenario prende forma il concetto di architettura reversibile, un approccio progettuale che introduce già nella fase di progetto la possibilità di trasformazione nel tempo. Significa prevedere il cambiamento come parte integrante del ciclo di vita dell’allestimento, riducendo l’impatto degli interventi futuri con allestimenti e dispositivi capaci di adattarsi a nuove esigenze distributive ed estetiche senza compromettere l’integrità dello spazio.
I moduli tessili intercambiabili permettono aggiornamenti rapidi, variando texture e materiali senza alterare l’ossatura autoportante.
Sistema divisorio autoportante
Per il nuovo progetto di allestimento dello showroom Melgrati 1896 è stato utilizzato il sistema modulare Every Wall, una struttura autoportante formata da elementi in alluminio e giunzioni a innesto e fissaggio rapido. La struttura è fissata al soffitto e alle pareti perimetrali con un sistema a trazione che la mantiene salda su tutti i lati, definendo in modo preciso la sua distanza da soffitti e pareti.
Il progetto è una parete con funzione divisoria e decorativa che si sviluppa per quasi quattro metri in lunghezza e due e mezzo in altezza, suddivisa in moduli e con una porta che può essere chiusa, aperta e attraversata a seconda delle esigenze spaziali. Il nuovo elemento costituisce una quinta architettonica capace di dividere completamente i due spazi quando vi è necessità, oppure di orientare e organizzare il percorso all’interno dello showroom.
La superficie modulare
Il cuore estetico del progetto risiede nelle sue 114 mattonelle quadrate da 30 × 30 cm che generano una trama materica continua, in grado di dialogare con gli arredi esposti e di definire un fondale neutro ma identitario per le aree espositive. I moduli quadrati sono predisposti con una serie di fori che vengono fissati tramite viti ad altrettante forature predisposte nella struttura portante in alluminio. In questo modo si riesce a mantenere una geometria precisa che rende leggibile la scansione modulare e crea una texture ordinata.
Per rivestire i 22,50 m² di superficie sono stati scelti tessuti che rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia tessile sostenibile e che possiedono le certificazioni Recycled 100, Oeko-Tex Standard 100 e Global Recycled Standard (Grs).
Le due facce della parete autoportante sono state rivestite in modo differente:
Da un lato: i moduli sono composti da due tessuti accoppiati in cotone con disegno a fiori dai toni chiari e neutri tagliato a laser.
Dall’altro lato: i due tessuti accoppiati sono di colore grigio scuro in misto sintetico con texture create da filamenti metallici integrati nel tessuto.
La natura tessile dei rivestimenti introduce inoltre una qualità percettiva differente rispetto a una parete piena e compatta. La luce viene assorbita, riflessa e filtrata in modo variabile, generando vibrazioni cromatiche e leggere variazioni tonali durante l’arco della giornata. La parete è così percepita come un fondale dinamico che reagisce alla luce e dialoga con i materiali degli arredi esposti.
La trama tessile modulare crea un fondale materico e dinamico, con variazioni luminose e cromatiche che valorizzano l’allestimento espositivo.
Flessibilità dei materiali e dello spazio
Le mattonelle in tessuto possono essere facilmente sostituite con altrettanti moduli in materiali e finiture differenti, consentendo di aggiornare l’immagine della parete senza intervenire sulla struttura portante. La griglia autoportante diventa così un’infrastruttura stabile su cui è possibile intervenire nel tempo, modificando texture, colori e materiali in funzione delle nuove collezioni o delle esigenze espositive.
La possibilità di aggiornare l’allestimento senza interventi invasivi consente di ridurre tempi di fermo, evitare cantieri interni e garantire la continuità dell’attività espositiva all’interno dello showroom. Oltre alla sostituibilità dei rivestimenti, l’intero sistema può essere facilmente smontato, riconfigurato nello stesso ambiente o ricollocato altrove, mantenendo intatta la sua integrità costruttiva. Il risultato è un’architettura leggera, reversibile e consapevole, in cui la materia non è definitiva ma predisposta al cambiamento.
La struttura Every Wall, fissata a trazione, garantisce stabilità e precisione geometrica senza interventi murari permanenti.
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