Vanoncini Edilizia Sostenibile spa viene costituita più di 40 anni fa a Mapello, in quel di Bergamo, come specialista dei sistemi a secco. Negli anni, l’azienda fa un percorso di crescita coprendo più segmenti della filiera edilizia. Da impresa edile, specialista del secco, a rivenditore dei sistemi a secco, a formatore dal progetto al cantiere. Era il 1981 l’anno in cui Pietro Antonio Vanoncini entrò nell’azienda di famiglia, che si affacciava al settore dell’edilizia come installatrice di sistemi costruttivi a secco.

Costruzioni, vendita di materiali e academy. Vanoncini da oltre 40 anni rappresenta la filiera edilizia come specialista dei sistemi costruttivi a secco offrendo a progettisti,

applicatori e privati soluzioni edili innovative e sostenibili. Ne abbiamo parlato con Mirko Berizzi, che di Vanoncini è il direttore tecnico.

Vanoncini Edilizia Sostenibile spa viene costituita più di 40 anni fa a Mapello, in quel di Bergamo, come specialista dei sistemi a secco. Negli anni, l’azienda fa un percorso di crescita coprendo più segmenti della filiera edilizia. Da impresa edile, specialista del secco, a rivenditore dei sistemi a secco, a formatore dal progetto al cantiere. Era il 1981 l’anno in cui Pietro Antonio Vanoncini entrò nell’azienda di famiglia, che si affacciava al settore dell’edilizia come installatrice di sistemi costruttivi a secco. Da quel momento, l’impegno di Vanoncini fu completamente dedicato alla diffusione di questa tecnologia, al punto che venne chiamato come docente al Politecnico di Milano, dove oggi esiste una cattedra dedicata specificatamente a questa particolare tipologia di edilizia, sostenuta proprio dall’azienda di Mapello. In questi 40 anni Vanoncini è stata protagonista in molti cantieri eccellenti: da Expo 1992 a Genova (dove ha realizzato gli interni dei magazzini del cotone) fino al Bosco Verticale di Milano, passando per la sede del Corriera della Sera, le residenze di City Life, il polo fieristico di Rho-Pero e il Pala Hockey di Torino.

OBIETTIVO FORMAZIONE

Negli anni Vanoncini ha dato vita a iniziative uniche nel loro genere, per esempio, l’Academy tecnica dedicata all’edilizia sostenibile, in cui docenti qualificati come il direttore tecnico della società bergamasca, Mirko Berizzi, e ospiti autorevoli come Marco Imperadori, professore ordinario di produzione edilizia al Politecnico di Milano, tengono corsi dedicati agli operatori del settore. A loro, poi, si aggiungono specialisti con esperienza operativa in cantiere in grado di spiegare le metodologie di funzionamento e posa di materiali di ultima generazione e a basso impatto ambientale. I progetti di espansione dell’azienda, a partire dall’Academy, riguardano anche l’apertura di nuovi franchising point sul territorio nazionale. Quella che Vanoncini vuole continuare a scrivere è una storia di benessere e una cultura diffusa dell’edilizia sostenibile attraverso l’utilizzo dei sistemi costruttivi a secco. Una storia da scrivere insieme a progettisti, imprese, general contractor, installatori e privati offrendo soluzioni edili innovative per garantire efficienza energetica, comfort acustico e protezione passiva al fuoco. Di tutto questo abbiamo parlato con Mirko Berizzi, direttore tecnico dell’azienda.

Mirko, nella tua veste di direttore tecnico, come definiresti l’innovazione in Vanoncini?

Vanoncini nasce come realtà che affianca il progettista nella messa a punto di soluzioni costruttive a secco, per poi proporsi come installatore o fornitore di materiali e servizi (consulenza e supporto tecnico) a cui aggiunge i posatori, le imprese e i rivenditori in diverse zone d’Italia. Contemporaneamente, sperimenta in cantiere i materiali di ultima generazione, ad esempio, gli isolanti termoriflettenti multistrato Actis. Le soluzioni in cantiere, verificate sul campo, vengono condivise con tutti gli operatori della filiera edile, se funzionano, Vanoncini forma gli operatori e vende le soluzioni. Insomma, lo spirito dell’azienda è stare sempre un passo avanti. Oggi Vanoncini è un rivenditore specializzato di sistemi a secco, è un’impresa di costruzione, e un’azienda di formazione per maestranze del cantiere e progettisti ed è dotata di un ufficio tecnico di consulenza acustica, termica, protezione passiva al fuoco e di progettazione esecutiva di sistemi a secco in generale, fino a realizzare dettagli esecutivi in 2D o su piattaforma Bim per i progettisti e per il cliente finale. Siamo una squadra di persone che credono in un’edilizia sostenibile e tecnologica. Negli anni abbiamo stretto una collaborazione strategica con il Politecnico di Milano, che ci ha portato a scegliere il sistema costruttivo a secco come perno fondante della nostra attività. Progettiamo e costruiamo edifici di ogni genere e rivendiamo materiale edile testato sul campo. Amiamo condividere con i professionisti il nostro know-how e, proprio per questo, abbiamo creato un polo formativo che sostiene gli installatori e i progettisti in un continuo processo di crescita professionale.

Quando comincia l’attività di vendita?

L’attività di vendita dei materiali coincide con l’arrivo in Italia dei sistemi a secco Knauf, azienda con la quale Vanoncini instaura una partnership storica sul mercato. Oggi installiamo e vendiamo tutti i maggiori marchi di sistemi a secco e di isolanti.

Quali sono i principali vantaggi della costruzione a secco?

I sistemi costruttivi a secco presentano una serie di vantaggi che preservano la completa libertà creativa ed estetica dell’edificio, ottimizzano tempistiche e ragioni economiche, sia in fase di costruzione che dopo la realizzazione, permettendo di ottenere una personalizzazione pressoché completa. I sistemi costruttivi a secco sono anche estremamente leggeri, molto performanti dal punto di vista energetico, acustico e statico, altamente integrabili e facilmente assemblabili. Grazie alla velocità del montaggio, questo metodo costruttivo consente di realizzare opere in tempi veramente brevi senza porre limiti all’architettura. Cosa importante, i sistemi a secco consentono di ottimizzare gli ingombri. Questo nel mercato attuale nelle nostre grandi città, dove è tutto un costruire sul costruito (per usare un’espressione tanto cara al prof. Marco Imperadori) e riqualificare l’esistente vuol dire conoscere la tecnologia che ti consente di ottimizzare i pesi e gli ingombri. Poi c’è il tema dei risultati prestazionali in spessori contenuti. Alla cassa i materiali possono costare di più, ma le soluzioni consentono di accorciare i tempi di cantiere con costi finali uguali se non inferiori a quelli di una soluzione tradizionale, proprio perché consentono di ottimizzare i costi fissi di cantiere. Se sono un’impresa preparata, abbasso i costi di cantiere e fornisco un prodotto di qualità in spessori minori e in tempi minori.

Qual è oggi il mercato italiano della costruzione a secco?

È un mercato che ha ampi margini di miglioramento ed è ancora in forte crescita. Da tre anni abbiamo creato il progetto di franchising come risposta alle richieste che ci arrivano da rivendite o imprese sul territorio italiano per formare loro stessi, i loro progettisti e clienti. In questo modo mettiamo a disposizione il know-how acquisito in 40 anni di attività offrendo l’occasione di ampliare le competenze professionali nella progettazione, costruzione e ristrutturazione in tempi brevi, sfruttando le opportunità della tecnologia costruttiva a secco, ideale per raggiungere alti livelli di isolamento termico, acustico e con notevoli vantaggi nell’ambito sismico.

Quali sono le tipologie costruttive dove il secco è più indicato?

In ogni cantiere possono esserci soluzioni a secco competitive e vantaggiose. Acquisendo sul campo le competenze, si scopre dove può essere utile applicarle e dove possono essere competitive. Penso alla protezione passiva al fuoco, alla compartimentazione, acustica e agli involucri totalmente a secco.

Quanto sono formati gli applicatori?

L’attuale lacuna dei sistemi a secco è che c’è ancora poca competenza sulla qualità reale della loro messa in opera. Lo riscontro sistematicamente, avendo formato centinaia di installatori e di progettisti e lo vedo anche nei nostri cantieri quando dobbiamo formare squadre nuove. Si fanno errori sistematici rispetto all’applicazione della norma Uni di riferimento o rispetto alla manualistica di settore. Sta a noi formare gli applicatori se vogliamo qualità e soluzioni competitive e funzionali.

Un’ottima maestranza di sistemi a secco cosa deve assolutamente sapere?

C’è un’unica norma tecnica, la Uni 11424 «Sistemi costruttivi non portanti di lastre di gesso rivestito (cartongesso) su orditure metalliche – Posa in opera» (2011 revisione 2015), che in 60 pagine racconta la corretta posa dei sistemi a secco. Contiene diversi aspetti chiari ma anche tantissime lacune. Noi cosa offriamo di più? L’esperienza e la competenza nella corretta posa acquisita in 43 anni, tradotta in corsi di formazione per installatori e progettisti (Costruire a secco e Progettare a secco). Rispetto alla norma Uni, in cantiere c’è molto da esplicitare e rettificare. Purtroppo, nel pensiero comune, il cliente, in presenza di errori, in un cantiere tradizionale, sostiene che la responsabilità è dell’impresa mentre nei cantieri a secco l’addebita alla tecnologia a secco. Questa è la mia grande preoccupazione. Dobbiamo cambiare questo punto di vista sbagliato, focalizzarci sulle competenze e la corretta posa per alzare il livello qualitativo delle opere.

Qual è la geografia del mercato dei sistemi a secco?

È abbastanza variegata, generalmente sono artigiani o gruppi di artigiani di 4-5 unità o anche squadre di 10 o 20 persone formate da un titolare e 2-3 capisquadra con tantissima manodopera, spesso da formare, italiana e straniera. Oggi specialmente nei grandi cantieri è soprattutto straniera e quindi anche col problema della comprensione della lingua italiana. Ci sono anche imprese straniere di alto livello che nascono dopo aver fatto un’esperienza sul campo.

Il committente per i grandi complessi immobiliari perché sceglie il secco?

Il committente sceglie il secco perché vuole distinguersi sul mercato per la qualità prestazionale dell’involucro, le prestazioni e, in generale per il comfort abitativo generato.


MIRKO BERIZZI
DIRETTORE TECNICO VANONCINI SPA
Ingegnere edile/architetto, 46 anni, Mirko si laurea al Politecnico di Milano, Polo di Lecco, un campus improntato da sempre allo sviluppo tecnologico. Qui viene preparato in modo eccellente nella fisica tecnica e nella tecnologia dei sistemi edilizi e si appassiona ai sistemi costruttivi a secco. La tesi di laurea di Mirko (2005) è, infatti, l’approfondimento di un cantiere realizzato con tecnologie a secco. Terminati gli studi, compie le prime esperienze lavorative in studi professionali per fare poi il suo ingresso in Vanoncini “stregato” da un colloquio con il carismatico presidente Pietro Antonio Vanoncini. In azienda, nei primi due anni, lavora come tecnico di cantiere e affianca il presidente nell’ufficio tecnico facendo molto lavoro di progettazione e ricerca e sviluppo. Si specializza successivamente in diagnosi energetica (termografia, termoflussimetria e blower door test), consulenza energetica (CasaClima) e diventa esperto di progettazione fisico-tecnica. Nel 2015 Mirko diventa direttore tecnico e tocca a lui e alla sua squadra “tenere alta la bandiera della tecnica”.


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