Una corretta preparazione muraria è essenziale per garantire qualità, durabilità e prestazioni delle finiture. Dalla scelta del supporto alle lavorazioni di base, fino alla stuccatura e levigatura, ogni fase incide sul risultato finale e sul rispetto degli standard richiesti.

Di Matteo Cazzaniga


L’ottenimento di un buon risultato passa sempre attraverso una fase preliminare, nella quale i fattori di maggior rischio sono oggetto di una minuziosa analisi e di tutti gli accorgimenti necessari per ridurne l’impatto al fine di giungere, appunto, all’obiettivo prefissato nella maniera più efficace possibile.

Lo stesso procedimento ha luogo nelle fasi di costruzione di un paramento murario, in particolar modo quando si è in prossimità delle operazioni di finitura. È a opera finita infatti che vengono trasmesse le sensazioni più profonde all’utilizzatore, che ne interiorizza pregi e difetti e conseguentemente elabora un giudizio sul livello qualitativo di quanto realizzato.

Nell’ambito di un ciclo edilizio sostenibile, la preparazione muraria ha un ruolo nascosto ma fondamentale: pone infatti le basi per l’applicazione di sistemi certificati, che solo grazie al perseguimento minuzioso di tutte le fasi di lavoro, fin dalle prime attività preparatorie, possono essere in grado di elevare gli standard qualitativi complessivi e rispondere alle più stringenti normative in tema ambientale. Allo stesso modo, un’adeguata preparazione attenta al dettaglio può influire in maniera diretta sulle prestazioni e sulla durabilità del sistema di finitura applicato.

La natura del supporto

Quando si parla di preparazione muraria è necessario innanzitutto operare una distinzione in funzione della natura del supporto sul quale si va ad intervenire: laterizio o cartongesso. Sono queste due, infatti, le tipologie di materiali che dominano il mercato: le motivazioni che fanno ricadere la scelta su una o sull’altra possono essere di natura economica relativamente alla velocità esecutiva (cartongesso) o la richiesta di una maggior massività del paramento (laterizio) così come alla tipologia di finiture richieste nonché dalle abilità o inclinazioni della manodopera disponibile in cantiere.

Ciò che differenzia principalmente una muratura in laterizio da una in cartongesso è infatti proprio la finitura: da un lato una stratificazione di materiale applicato con uno spessore importante in maniera omogenea su tutta la superficie (intonaco), mentre dall’altra un unico sottile strato spesso concentrato principalmente sulle giunzioni tra le singole lastre.

Stuccatura dei giunti su cartongesso: applicazione manuale per uniformare la superficie e prepararla alla finitura.

Preparazione del supporto

Nel caso delle murature in laterizio, le attività di preparazione muraria una volta completata la loro costruzione si concentrano in alcune operazioni apparentemente semplici ma fondamentali:

  • La bagnatura del supporto murario: essendo l’intonaco cementizio un impasto di natura umida è assolutamente necessario procedere ad un’adeguata bagnatura della muratura prima di ogni applicazione al fine di migliorare l’adesione;

  • L’applicazione di un primo strato di rinzaffo (o strollatura) lasciato asciugare senza alcuna lisciatura: la creazione di una superficie irregolare è infatti il modo migliore per ottenere una perfetta adesione dello strato di intonaco rustico alla muratura;

  • L’utilizzo di un primer da applicare sul muro intonacato prima dell’esecuzione dello strato di finitura (intonaco al civile o rasatura a gesso).

Per le murature in cartongesso, la preparazione muraria inizia subito dopo la posa dell’ultima lastra e deve essere costituita da alcuni passaggi importanti:

  • L’incisione manuale delle giunte mediante un semplice cutter, in modo che si vada a creare una sede sufficientemente ampia in cui lo stucco possa penetrare in maniera efficace;

  • L’utilizzo di un adeguato sistema di nastratura delle giunte: in carta microforata per tutte le pareti standard e fibra di vetro incombustibile nel caso di murature tagliafuoco.

Rasatura a gesso su muratura tradizionale: lavorazione a più mani per ottenere una superficie liscia e continua.

Angoli e spigoli

Nelle pareti in laterizio, angoli e spigoli possono essere trattati in due modalità differenti:

  • Mediante la semplice esecuzione a mano, in cui la verticalità è affidata alla buona perizia dell’esecutore. Lo spessore dell’intonacatura consente a livello teorico questo tipo di soluzione, che risulta essere ovviamente molto più delicata nel tempo rispetto alla presenza di un paraspigolo dedicato. È utilizzata in realizzazioni dove non è richiesto un livello di finitura particolarmente elevato;

  • Mediante l’utilizzo di paraspigoli di diversa tipologia: metallici per pareti interne già inseriti nel primo strato di intonaco rustico; in pvc per pareti esterne o se inseriti nella mano di finitura che necessita di uno spessore ridotto.

  • È in ogni caso fondamentale non ricorrere mai a paraspigoli di tipo metallico su pareti esposte agli agenti atmosferici o comunque inserite in ambienti umidi (seminterrati, cantine, ecc.) pena un rapido deterioramento in grado di compromettere la stabilità dell’intero strato di intonaco.

Nelle pareti in cartongesso la cura degli angoli a vista e degli spigoli avviene mediante:

  • L’applicazione di paraspigoli metallici per le pareti interne o di paraspigoli in pvc per le pareti esposte agli agenti atmosferici in corrispondenza dei punti giunzione d’angolo tra due lastre. In entrambi i casi si tratta di elementi retinati che, se posati con la giusta perizia, definiscono in maniera netta la geometria e la spazialità di una parete;

  • L’applicazione di parabordi laddove sia la testa di una lastra a risultare visibile, come per esempio nelle gole luminose di un controsoffitto. Il parabordo ha proprio la funzione di mascherare e adeguatamente rifinire il bordo a vista di una lastra in cartongesso.

Finitura

Nelle pareti in laterizio le operazioni di finitura sono sostanzialmente di due tipologie:

  • Intonaco a civile costituito dall’applicazione in un’unica mano di un sottile strato di grassello di calce (stabilitura) fibrorinforzato. In alternativa si può ricorrere a rasanti di tipo cementizio tixotropici (a ritiro controllato) in grado di fornire maggiori garanzie in tema di microfessurazioni. L’effetto finale è quello di una superficie granulosa o a buccia d’arancia;

  • Rasatura a gesso cioè l’applicazione manuale di una miscela a base gesso direttamente sull’intonaco rustico (o di un intonaco a base gesso nel caso di un prodotto premiscelato). Si tratta di un’operazione più laboriosa, che si esegue con spatole metalliche a più riprese seguendo l’asciugatura del materiale, per arrivare alla mano finale eseguita con un impasto di granulometria finissima che fornisce un effetto finale assolutamente liscio.

Nelle pareti in cartongesso la finitura della parete è la stuccatura. Ogni descrizione di capitolato che coinvolga il cartongesso presenta la descrizione: “…dato, finito, rasato e stuccato sulle giunte, pronto per l’imbiancatura”, che definisce in maniera chiara e inequivocabile il livello di finitura minimo che viene richiesto per poter procedere con la tinteggiatura finale. La stuccatura è un’attività che coinvolge tutti i punti di giunzione tra lastre: siano esse semplicemente accostate in maniera complanare oppure formando un angolo.

Due sono i fattori che influiscono in maniera principale nelle operazioni di stuccatura:

  • La scelta dello stucco per cui il mercato offre svariate alternative. Si tratta sempre di prodotti a base gesso (tranne che per le lastre in fibrocemento dove evidentemente si deve optare per un prodotto a base cementizia) che si differenziano per consistenza ma soprattutto per tempistiche di asciugatura, da normale (1/2 ore) a rapida o ultrarapida (fino a 15/30 minuti). Tutto dipende dalle esigenze dettate dal tipo di lavorazione, nonché dalla perizia dell’applicatore, che deve essere direttamente proporzionale alla velocità di asciugatura. Una buona stuccatura deve avvenire in non meno di due mani tra loro successive. Lo stucco può essere in polvere o in pasta: la scelta sta all’applicatore. L’unica accortezza da dover utilizzare è di non utilizzare mai lo stucco in pasta per le prime mani di riempimento e quello in polvere per la finitura, semmai il contrario. Oppure di effettuare il ciclo completo di stuccatura sempre con la stessa tipologia di materiale (tutto polvere o tutto pasta).

  • Il livello di qualità richiesto: la norma Uni 11555 definisce i livelli di finitura relativamente alla stuccatura del cartongesso.

    • Q1 (Finitura di base): è il livello minimo, limitato al riempimento dei giunti e dei punti di fissaggio delle viti. Viene rimosso solo lo stucco in eccesso ed è utilizzato in aree non visibili o come base per pose successive (es. piastrelle).

    • Q2 (Finitura standard): Comprende una seconda mano di stucco per creare una superficie continua e liscia, coprendo giunti e viti. è il livello standard per pareti destinate a pitture con finiture opache.

    • Q3 (Finitura di livello superiore): Richiede una stuccatura più ampia per coprire le imperfezioni e assottigliare le zone di giunzione. È ideale per pitture lisce o decorative che mettono in risalto eventuali difetti della stuccatura o piccole imperfezioni.

    • Q4 (Finitura di massima qualità): Prevede una rasatura totale dell’intera superficie delle lastre (spessore di circa 1-2 mm). È indicato per ambienti con standard decorativi elevatissimi, come pareti soggette a forte illuminazione o con pitture lucide.

Applicazione dello stucco di finitura: riempimento e regolarizzazione del supporto prima della levigatura finale.

Levigatura meccanica

È un’operazione che viene generalmente eseguita dall’applicatore delle pitture e che si esegue mediante l’utilizzo di una levigatrice meccanica (chiamata in gergo “giraffa”) dotata di dischi abrasivi di diversa grammatura a seconda delle necessità e di aspiratore polveri integrato. Il risultato è una superficie planare in cui anche le piccole asperità presenti sugli spigoli o sulle giunte a causa delle stuccature manuali vengono rese omogenee, per consentire una pitturazione efficace e di elevata qualità. È quindi una delle attività fondamentali di preparazione del supporto murario prima delle tinteggiature, insieme alla stesura di apposito isolante colorato.

Pareti in cartongesso in fase di rasatura: applicazione degli strati di stucco per uniformare superfici e giunti.
Struttura metallica di rinforzo e telaiatura per aperture.

L'applicazione | Finiture residenziali e di pregio

Ecco l’esempio della realizzazione di un cantiere residenziale nella città di Milano dal design molto marcato e finiture di qualità eccellente.

Pareti divisorie in cartongesso

Tutti i divisori interni sono stati realizzati in cartongesso, così come la placcatura delle murature perimetrali. La stratigrafia scelta prevede una struttura variabile da 75 a 100 mm e doppia lastra per lato: una lastra standard Knauf GKB e una lastra ad alte prestazioni Knauf Diamant sul lato a vista, in grado di supportare carichi importanti e perfetta anche per ambienti con tassi di umidità superiori alla media.

Preparazione muraria

La preparazione muraria è consistita in una stuccatura delle lastre in un livello Q3, che grazie all’ampiezza della fascia applicata in corrispondenza delle giunzioni è in grado di garantire un ottimo livello di finitura. Buona parte delle pareti, infatti, vedranno l’applicazione di decorazioni a mezzo di maschere e stencil appositamente studiati.

Stuccatura

Per la stuccatura è stato utilizzato il nastro microforato Knauf Kurt, mentre per la definizione degli spigoli sono stati applicati dei paraspigoli metallici retinati, successivamente oggetto di stuccatura. Per le pareti in muratura esistenti il progetto prevede la realizzazione di una boiserie in legno molto raffinata: su di esse è stata prevista l’applicazione di un ciclo di pittura Sikkens con matrice granulosa che va a creare un fondo uniforme e sufficientemente coprente.

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