Arte Sella The Contemporary Mountain è un progetto artistico che si svolge in Val di Sella nel comune di Borgo Valsugana in provincia di Trento.
Fondato nel 1986 con lo scopo di creare un connubio tra Arte e Natura attraverso dialoghi e relazioni tra le istituzioni culturali locali e gli artisti. Il museo a cielo aperto nasce e cresce grazie al coinvolgimento e al contributo di oltre trecento artisti e architetti di calibro internazionale che, con le loro opere hanno dato forma a tre percorsi espositivi immersi nella natura: Malga Costa, Villa Strobele e il Sentiero Montura.
I principi fondamentali della manifestazione si basano sulla corrente artistica contemporanea chiamata Land Art, dove l’artista non è il protagonista assoluto ma è colui che ha il compito di interpretare e difendere la natura, traendo da essa ispirazione e stimolo con un intervento che si basa prima di ogni cosa sul suo rispetto. Le opere sono generalmente in materiali naturali e organici e la loro collocazione all’aperto le fa interagire con il paesaggio in maniera simbiotica. Il visitatore ha l’occasione di vedere le installazioni e allo stesso tempo godere delle particolarità ambientali del luogo e del suo variare al variare delle stagioni e degli anni. Le opere d’arte si inseriscono nel ciclo vitale della natura e sono quindi destinate a subire i processi di trasformazione e degrado, fino alla definitiva scomparsa.
Sabìr è la recente installazione site specific all’interno del percorso Malga Costa di Arte Sella pensata dall’artista Velasco Vitali e inaugurata ad agosto 2024. Sabìr era la lingua franca del Mediterraneo costituita da un lessico misto di italiano e spagnolo, con alcune parole arabe, era la lingua che parlavano tra loro i marinai nei porti. Lo scopo dell’opera è proprio quello di ricordare il profondo legame tra Oriente e Occidente, l’artista ha scelto di rappresentarlo attraverso le forme ed i colori delle cupole maiolicate, una delle architetture più diffuse nei porti a partire dal XV secolo. La forma delle cupole unite alle caratteristiche di brillantezza della ceramica, alla sua capacità di durare nel tempo ed alla possibilità di avere colori vari e sgargianti le hanno rese segno riconoscibile di molte capitali e porti del Mar Mediterraneo.
Il lavoro artistico non vuole farsi solamente ponte culturale tra Oriente ed Occidente, ma anche tra passato e modernità. Forme e colori tipiche di ambienti che si affacciano sul mare sono trasportate in un tipico paesaggio di montagna. Velasco Vitali si è avvalso della consulenza tecnico scientifica del Politecnico di Milano, sotto la direzione di Marco Imperadori, rielaborando la tematica in chiave moderna, utilizzando tecnologie e materiali sostenibili e disponibili in loco.
Micro architettura in legno
Sabìr è una micro architettura, una cupola dai colori sgargianti con base circolare che emerge da una duna di sale nel contesto di alberi e strati rocciosi e si va a rastremare verso l’alto. La sua struttura è stata studiata e ingegnerizzata in D3Wood, laboratorio specializzato nell’ingegnerizzazione e produzione di installazioni artistiche di elevato contenuto tecnologico. La struttura in legno è stata tagliata su misura e assemblata in laboratorio per formare dei moduli che sono stati poi trasportati e montati sul posto, in modo da rendere il lavoro veloce e scongiurare sprechi di materiale.
È possibile osservare la cupola da fuori al variare delle stagioni ma anche entrare nella struttura, così da poter ammirare lo spazio dorato interno, oppure cambiare prospettiva e osservare paesaggio circostante visto dal suo interno o dal foro posto in sommità. Per garantire il confort e la tenuta all’aria della struttura è stata posata la membrana traspirante monolitica Traspir evo 160 di Rothoblass, composta da due strati esterni di tessuto non tessuto e uno traspirante monolitico all’interno.
I tipici cromatismi delle maioliche, che tradizionalmente venivano posate in parziale sovrapposizione per garantire una buona tenuta agli agenti atmosferici, sono reinterpretati in ambiente montano attraverso l’uso di scandole in legno di larice, elementi che fanno parte della tradizione costruttiva alpina. Le scandole sono state dipinte con una scelta di cinque toni luminescenti che vanno dai blu del mare ai rosati della luce dell’alba ai verdi che riprendono l’ambiente naturale circostante, e assemblati a secco alla struttura della cupola seguendo un preciso disegno geometrico a diagonali.
Pitture minerali al sol di silice
Sia la finitura dorata dell’ambiente interno della cupola che quella delle scandole colorate sono in pitture minerali al sol di silice prodotte da Calchèra San Giorgio. La vernice minerale è pigmentata con terre e pigmenti naturali inorganici e ha la particolarità di formare un legame con la superficie sulla quale si applica, creando uno strato molto coprente e opaco ma allo stesso tempo permeabile al vapore. Il sol di silice si ottiene fondendo sabbia quarzifera e carbonato di potassio per creare una sostanza vischiosa e trasparente che funge da legante, garantendo resistenza e durevolezza. Applicata al legno, la pittura ai silicati non solo ne esalta l’aspetto estetico, ma offre una protezione duratura contro gli agenti atmosferici, conservandone l’integrità. Le scandole dipinte che ricoprono la cupola sono seimila, tra queste con un po’ di attenzione se ne possono notare sono venti lasciate neutre. Questi pezzi di legni sono ricavati da un barcone rinvenuto sulle rive di Lampedusa. Un segno che racconta una memoria antica, un passato glorioso dove però allo stesso tempo l’artista ha voluto dare un accenno alla contemporaneità triste e amara che vede il Mediterraneo teatro di tragedie e morte.
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