Il giunto telescopico è un elemento spesso trascurato ma essenziale per assorbire movimenti e deformazioni dei solai, preservando prestazioni, integrità e durabilità delle partizioni verticali. Il nostro focus su tipologie, funzioni e corretta posa
Ing. Mirko Berizzi
La nostra consueta rubrica, giunta al quinto appuntamento, in questo numero approfondisce un elemento spesso sottovalutato o addirittura sconosciuto ma tecnicamente fondamentale: il giunto telescopico, componente necessario per assorbire deformazioni, movimenti strutturali e variazioni dimensionali (dilatazioni) senza compromettere le prestazioni delle partizioni verticali stratificate a secco. La norma UNI 11424: marzo 2015 non approfondisce in maniera dettagliata l’importanza del giunto telescopico; si limita solamente a rappresentare due dettagli grafici, rispettivamente:
Giunto telescopico in funzione della freccia massima del solaio nella figura 12 di pag. 16. Il disegno illustra in maniera generale la soluzione di giunto telescopico in grado di assorbire escursioni di pochi millimetri mascherando la discontinuità del rivestimento con cornice estetica o coprifilo, entrambi ancorati al soffitto.
Esempio di giunto telescopico per assorbimento della freccia $f$ di inflessione del solaio nella figura 21 di pag. 22. L’elaborato grafico rappresenta una soluzione generica simile a quella precedente anche in questo caso con ridotta capacità di escursione.
Quanto rappresentato nelle due figure sopra citate della norma non risulta a mio parere utile ed efficace per adottare correttamente i giunti telescopici nella pratica quali requisiti essenziali per garantire durabilità, sicurezza, integrità prestazionale e conformità normativa dei sistemi stratificati a secco.
CONSIGLIO PRATICOValuta sempre la necessità di integrare il giunto telescopico nel caso di pareti e controparti elevate, acustiche, antincendio e ancorate al di sotto di solai e coperture con frecce significative
— Ing. Mirko Berizzi
Significato e funzione del giunto telescopico
Ogni edificio può essere soggetto a fenomeni deformativi naturali derivanti da:
Carichi permanenti e accidentali
Dilatazioni termiche
Ritiro dei materiali
Deformazione viscosa o creep del calcestruzzo
Vibrazioni dinamiche
Eventi sismici
Assestamenti differenziali
Nei moderni edifici multipiano, soprattutto con solai in cemento armato o acciaio le deformazioni verticali dei solai possono risultare significative; ugual discorso vale per le coperture di fabbricati industriali o produttivi caratterizzate da tegoli prefabbricati di grandi luci. Tali movimenti trasferiti direttamente alle pareti (e contropareti) stratificate a secco convenzionali sprovviste di giunto telescopico provocherebbero fenomeni di:
Fessurazioni
Distacchi dei giunti
Schiacciamento delle lastre
Instabilità locale
Perdita delle prestazioni antincendio
Decadimento delle prestazioni acustiche fonoisolanti
Per questi motivi è fondamentale prevedere a progetto e realizzare in cantiere un adeguato meccanismo di giunto telescopico ovvero un sistema di collegamento deformabile installato nella parte superiore delle pareti/contropareti a secco in corrispondenza dell’interfaccia tra il divisorio e il solaio.
Giunto telescopico con la funzione di:
Compensare le deformazioni verticali della partizione
Assorbire le frecce dei solai
Consentire movimenti differenziali tra elementi strutturali e divisori a secco
Evitare trasferimenti indesiderati di carico (o tensioni) sul rivestimento della parete/controparete
Preservare la continuità prestazionale in ambito di protezione passiva al fuoco e acustica
Preservare l’integrità delle finiture
Nella sostanza il giunto telescopico adottato in cantiere permette ai montanti di orditura della parete/controparete di scorrere all’interno della guida superiore senza vincoli rigidi, mantenendo tuttavia stabilità laterale e continuità geometrica del sistema. Di fatto il giunto telescopico rappresenta una sorta di “ammortizzatore” tra partizioni verticali e solai.
Tipologie di giunto telescopico
Le configurazioni geometriche di giunto telescopico più diffuse sono due, tendenzialmente differenziate per quantità di escursione garantita:
Giunto telescopico a ridotta escursione
Giunto telescopico a media ed ampia escursione
La prima tipologia di giunto, rappresentata anche nelle due figure della norma UNI 11424: 2015, è quella più semplice illustrata in diversi manuali tecnici dei produttori; la sua configurazione prevede la particolarità di interporre tra guida e solaio di ancoraggio superiore alcune strisce di lastre con la funzione di spessori, sormontate poi successivamente (e parzialmente) dalle lastre di rivestimento verticale della partizione generando lo scuretto di scorrimento. Questa tipologia consente di gestire escursioni limitate, solitamente nel range di 1-2 cm.
La seconda tipologia di giunto telescopico invece prevede il fissaggio della guida telescopica superiore (orditura presso-piegata a freddo con ali maggiorate e spessore di 1 mm) direttamente a solaio (con interposto opportuno nastro separatore); guida che può essere personalizzata sia in larghezza sia nella lunghezza delle rispettive “ali” in modo da garantire ampie ed elevate escursioni anche nell’ordine di una decina di centimetri. Questa configurazione prevede poi la copertura della porzione a vista delle ali della guida con il medesimo numero di lastre di rivestimento del pacchetto sottostante, applicate a due profili angolari oppure ad un’ulteriore guida telescopica di larghezza maggiorata (rispetto alla precedente) in grado di garantire lo scorrimento necessario e il medesimo numero di lastre totali del pacchetto in ogni punto della parete, giunto incluso.
Così come composta, questa seconda tipologia si rivela particolarmente adatta per realizzare:
Pareti/contropareti con funzione di compartimentazione al fuoco (se prevista nei rapporti di classificazione o nei fascicoli di estensione delle prove di laboratorio del produttore)
Pareti/contropareti fonoisolanti caratterizzate dalla continuità di tutte le masse (lastre) in gioco in qualsiasi punto della stratigrafia
Pareti/contropareti di elevata altezza (a partire dai 4/5 m)
Pareti/contropareti ancorate al di sotto di solai e coperture prefabbricate
Nei manuali tecnici di vari produttori compare anche una terza configurazione (poco diffusa) caratterizzata da un giunto telescopico costituito dal raccordo tra un setto di parete superiore ancorato al solaio e il pacchetto sottostante con orditura metallica maggiorata in grado di sormontare con le lastre di rivestimento il setto intero superiore. Soluzione poco diffusa che richiede il controventamento statico del setto superiore non sempre semplice e competitivo da realizzare.
Modalità di definizione e corretta posa in opera dei giunti telescopici
Una volta ipotizzato il sistema di giunto telescopico adatto occorre verificarne la compatibilità progettuale e porre la massima attenzione in cantiere durante la posa in opera. Infatti, nell’ipotetica check list di controllo qualità della soluzione occorre monitorare alcuni frequenti errori di progettazione e/o di realizzazione che possono pregiudicare il corretto funzionamento del giunto. Nel dettaglio:
Verificare con il progettista strutturale l’escursione minima necessaria in base alle frecce dei solai, alle deformazioni previste e all’altezza di parete
Verificare con il tecnico antincendio (tecnico abilitato ex 818) la conformità del giunto telescopico rispetto al pacchetto di compartimentazione al fuoco
Verificare con il tecnico acustico (TCA) l’efficacia fono impedente della soluzione configurata
Definire la tipologia di configurazione adeguata in base a quanto emerso nei 3 punti precedenti
Durante il montaggio delle orditure non fissare o bloccare i montanti con la guida telescopica superiore
Durante il montaggio prevedere l’avvitamento delle lastre di parete ai soli montanti salvaguardando lo spazio di scorrimento tra le ali della guida e i montanti di parete
Garantire lo spazio sufficiente di scorrimento del giunto al netto di eventuali elementi di fissaggio delle lastre copri giunto di sommità
In una tecnologia stratificata a secco sempre più orientata alle prestazioni e alla sicurezza il nodo telescopico non può essere considerato un semplice dettaglio esecutivo ma deve essere affrontato come componente strategico dell’intero sistema costruttivo.
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