Auspicherei un sistema duale scuola-lavoro che formasse i ragazzi sul campo. Per chi già lavora, Anvides ha promosso la norma Uni che definisce i criteri professionali del pittore edile.
Anvides viene costituita negli anni ’60 come associazione tecnica per i pittori, gli intonacatori e gli stuccatori (l’acronimo sta per Associazione nazionale, verniciature, intonaci e stuccatori), artigiani e imprese. La mission associativa è quindi quella di creare un gruppo competente di operatori per scambiarsi conoscenze tecniche e promuovere il sapere tecnico del settore. Una delle ultime iniziative in tal senso è la stesura della norma per il pittore edile. Anvides partecipa anche ai tavoli della Camera di Commercio per la stesura dei prezzari. Oggi aderisce a FederlegnoArredo e collabora attivamente con Cortexa, il Consorzio per la qualità del sistema di isolamento a cappotto, fornendo un importante contributo a tavoli tecnici di lavoro e si confronta costantemente con aziende leader nel settore, affrontando con loro ogni aspetto della professione, sia dal punto di vista tecnico, sia gestionale.
Marco, un aspetto nevralgico per l’impresa di finitura è senz’altro la manodopera specializzata, che oggi scarseggia.
Il pittore edile che non ha avuto una formazione classica, crescendo all’interno di un’impresa dal sapere consolidato, o un extra comunitario che apre una partita iva dal nulla, le competenze tecniche va a cercarle sui tutorial che sono in rete o dal punto vendita dove si rifornisce. Ovviamente sono informazioni frammentarie e di parte. Anvides, al contrario, fornisce un apparato di informazioni libere e accreditate. Una volta i ragazzi venivano assunti dalle imprese, qui crescevano e apprendevano tutte le competenze, diventavano capisquadra e a un certo punto erano pronti a lavorare in proprio. Facevano quindi un percorso formativo netto sul campo. Oggi, alcuni frequentano i corsi delle scuole edili ma ce ne sono poche che fanno formazione nel nostro settore. Il sistema formativo è davvero disorganico.
Cosa auspicheresti per la formazione delle nuove leve?
Mi piacerebbe un sistema duale di scuola-lavoro sui modelli svizzero o tedesco, che formano i ragazzi per tre anni a scuola e sul campo. Il duale è una modalità di apprendimento basata sull’alternarsi di momenti formativi in aula (presso un’istituzione formativa) e momenti di formazione pratica in contesti lavorativi (presso un’impresa/organizzazione), favorendo, in tal modo, politiche di transizione tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro. In Italia, un modello simile è stato creato solo nel Sud Tirolo. Nel nostro sistema delle costruzioni ci sarebbero le scuole edili ma registriamo un grande scollegamento fra le imprese, le scuole e il lavoro. Come Anvides proviamo a parlarne con le istituzioni ma finora non abbiamo registrato la volontà di procedere in questo senso. Come si è passati dalle grandi imprese di finitura a questo panorama di partite iva monocellulari? Nell’Italia da bere degli anni ’80 sono sparite le grandi imprese a favore di tante piccole imprese artigianali. Sicuramente questo ha fatto crescere i guadagni e le soddisfazioni individuali ma ha comportato una destrutturazione del mercato che incide negativamente sugli investimenti in formazione, ricerca e sviluppo tecnologico, pensiamo anche solo al tema importante della sicurezza sul lavoro. L’artigiano, generalmente, in queste attività vede solo dei costi.
Cosa è rimasto del mercato post superbonus per le imprese di finitura?
Sono nate tantissime partite iva per posare i cappotti e i problemi oggi sono su molte facciate. E poi sono rimasti i prezzi più alti e un potere d’acquisto incapace di sostenerli. Insomma, una buona idea, decisamente mal confezionata.
Veniamo alla norma del pittore edile. Ha appeal sull’applicatore?
Anvides ha promosso la norma Uni11704 (e la spinta è venuta soprattutto dai produttori di sistemi vernicianti che rilevavano la mancanza di pittori edili qualificati) per definire i requisiti dell’attività professionale del pittore edile, che opera nell’ambito dell’applicazione di sistemi di verniciatura per l’edilizia e di prodotti affini. Vengono quindi specificati compiti e attività identificati in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) e sono espressi in maniera tale da agevolare e contribuire a rendere omogenei, per quanto possibile, i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento. La norma, purtroppo, è su base volontaria, e come tale non è mai decollata. Se pensiamo che il sistema camerale parla di circa 60mila imbianchini sul territorio italiano (e quelli che sfuggono a questa rilevazione sono tanti), ci troviamo di fronte a una marea di ditte individuali che non ravvedono nella norma un fattore competitivo ma solo un costo. Infatti, ne abbiamo certificato solo poche centinaia. Ma non demordiamo.
MARCO BRIGNOLI
CONSIGLIERE ANVIDES
Marco Brignoli, 60 anni, prosegue l’impresa di verniciatura e decorazione paterna, che fu già del nonno. Ci troviamo nell’area milanese, luogo d’imprenditoria vulcanica nel Secondo Dopoguerra. Il nonno aveva 6 dipendenti, il papà all’inizio degli anni ’70 arriva a circa 35 operai. Con gli anni ’80 e l’arrivo in azienda di Marco, l’impresa Brignoli diventa generalista, un’impresa edile a tutto tondo, con sede in provincia di Varese e attività in tutto il mondo, anche in Cina. Marco e suo fratello creano un vero e proprio gruppo con sedi in Svizzera, a Gallarate, a San Vittore Olona, per circa 78 dipendenti. Nel 2012 Marco crea la sua impresa, New Bramante, che si occupa di progettazione, costruzione e ristrutturazione edilizia di interni, esterni e restauro. Nonostante l’ampiezza di lavorazioni e competenze, Marco si considera tutt’ora un pittore edile ed è molto orgoglioso di questa identità originaria. Marco è attualmente consigliere Anvides e in questa veste lo abbiamo intervistato.
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