Nonostante gli ingenti investimenti degli ultimi anni, il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana mostra ancora una forte fragilità. È il quadro che emerge dalla XXVI edizione di Ecosistema Scuola, il report annuale di Legambiente – presentato il 14 settembre 2026 – che ha analizzato 7.188 edifici scolastici comunali frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti.

I dati evidenziano che nel 2025 il 31,7% delle scuole necessita ancora di interventi di manutenzione urgente. Una criticità che colpisce in modo particolarmente duro il Mezzogiorno: la percentuale sale infatti al 45,2% nel Sud e tocca il 54,2% nelle Isole, restando invece al di sotto del 27% nelle regioni del Centro-Nord.


Gli effetti del Pnrr: avanzano sicurezza e riqualificazione, frenano le nuove scuole

Il rapporto traccia uno dei primi bilanci complessivi sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che dal 2021 ha stanziato circa 11,65 miliardi di euro per oltre 9.500 interventi nel settore. I progressi maggiori si registrano nei programmi di messa in sicurezza, manutenzione straordinaria, riqualificazione e rifacimento delle infrastrutture sportive. Negli ultimi cinque anni, il 51,7% delle scuole ha beneficiato di lavori di manutenzione straordinaria, mentre lo stanziamento medio per edificio è salito a oltre 48 mila euro.

Il percorso appare invece più rallentato per quanto riguarda la costruzione di nuovi edifici: dei 206 progetti previsti, soltanto 4 sono stati completati, mentre circa sei cantieri su dieci si trovano ancora in fase di esecuzione.

Efficienza energetica e agibilità: i segnali positivi

Sul fronte amministrativo e tecnico si registrano segnali incoraggianti:

  • Certificazioni di agibilità: gli edifici in regola sono saliti dal 47,2% al 53,5%.

  • Efficientamento energetico: gli interventi hanno interessato il 19,4% delle scuole monitorate (rispetto al 15,9% della precedente rilevazione).

Nonostante i passi avanti, il parco immobiliare scolastico rimane complessivamente fortemente energivoro: il 67,5% degli edifici si colloca nelle classi energetiche inferiori (E, F e G). La situazione energetica si fa estrema nelle Isole, dove le scuole in classe G raggiungono l’83,3% (mentre nel Sud si fermano al 59,1%). Un ritmo di riqualificazione che, secondo Legambiente, resta ancora insufficiente a fronte degli obiettivi climatici ed europei di decarbonizzazione.

Il grande nodo irrisolto: la vulnerabilità sismica

La criticità più allarmante resta la sicurezza strutturale in un Paese ad elevata esposizione tellurica: il 57,2% delle scuole italiane non è stato ancora sottoposto alla verifica di vulnerabilità sismica.

A complicare il quadro c’è la difficoltà di rinnovare un patrimonio edilizio mediamente molto datato: le nuove scuole costruite negli ultimi cinque anni rappresentano infatti appena l’1,3% del totale monitorato.

Il Sud e le Isole: il banco di prova del Pnrr

Il Pnrr è nato anche con l’intento di colmare i divari territoriali, destinando almeno il 40% delle risorse territorializzabili al Mezzogiorno. Tuttavia, i dati confermano spaccature profonde:

  • A fronte di una media nazionale di 48.054 euro per la manutenzione straordinaria, il Centro spende oltre 68 mila euro e il Nord più di 64 mila euro, contro i soli 5.557 euro del Sud e i 10.247 euro delle Isole.

  • Questo squilibrio spiega perché il fabbisogno di interventi urgenti resti vertiginosamente alto nel Mezzogiorno.

Secondo Legambiente, la disponibilità di fondi non basta se non è accompagnata da adeguate capacità progettuali e amministrative in grado di tradurre rapidamente le risorse in cantieri aperti e opere finite.

I 5 dati chiave sullo stato delle scuole italiane

  1. Interventi urgenti nel Mezzogiorno: Il 45,2% delle scuole al Sud e il 54,2% nelle Isole necessita di lavori urgenti.

  2. Nuove scuole rare: Gli edifici costruiti negli ultimi cinque anni sono appena l’1,3% del totale.

  3. Agibilità a metà: Il certificato è presente solo nel 53,5% degli edifici (quasi una scuola su due ne è sprovvista).

  4. Transizione ecologica lenta: Solo il 19,4% delle scuole ha beneficiato di interventi di efficientamento, con un patrimonio scolastico ancora dominato dalle classi energetiche E, F e G (67,5%).

  5. Rischio sismico: Il 57,2% degli edifici non ha ancora ricevuto la verifica di vulnerabilità sismica.

La sfida per i prossimi anni impone non solo di proseguire la manutenzione straordinaria, ma di trasformare radicalmente gli edifici scolastici in hub civici e comunitari, aperti oltre l’orario didattico e pienamente integrati nei servizi del territorio.

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