Il futuro dell’edilizia non è nel cemento che resta, ma nella materia che si muove. Con il progetto “Città delle Idee”, lo studio MCA (Mario Cucinella Architects) ha lanciato una sfida durante la Milano Design Week 2026: dimostrare che l’architettura può essere un organismo vivo.
Per chi lavora quotidianamente con profili, lastre e finiture, questo progetto è la prova che la costruzione a secco è una strada percorribile per un design sostenibile e rigenerativo.
Dal modulo al riuso
L’installazione nata in via Solferino per i 150 anni del Corriere della Sera non è stata concepita per morire dopo l’evento.
Una volta spenti i riflettori della kermesse milanese, è iniziato il vero lavoro: i moduli sono stati disassemblati e riconfigurati. Invece di diventare macerie, i componenti si sono trasformati in una costellazione di micro-installazioni urbane.
È il concetto di riuso attivo: l’architettura smette di essere un blocco statico e diventa un kit di montaggio capace di dare nuova vita alle piazze milanesi e internazionali, con una tappa già fissata a Londra per la Clerkenwell Design Week.
Il totem urbano: la forza dell’assemblaggio a secco
Il cuore tecnico del progetto risiede nei nuovi totem autosufficienti, veri e propri landmark che punteggiano la città. Per un professionista del cartongesso e delle finiture, questi oggetti sono un capolavoro di logica costruttiva:
modularità estrema: circa 80 elementi per installazione, studiati per incastrarsi perfettamente.
posa e smontaggio: l’uso esclusivo di tecnologie a secco permette una velocità di esecuzione e una pulizia di cantiere che i sistemi tradizionali non possono garantire.
flessibilità cromatica: grazie a configurazioni variabili per forma e colore, la materia si adatta al contesto, non il contrario.
Energia e materia
Oltre all’estetica, c’è la sostanza tecnologica. Ogni totem è energeticamente autonomo, un’integrazione perfetta tra design e tecnologia che non grava sulle risorse del pianeta, con lanterne integrate e pannelli fotovoltaici su misura.
Questo approccio trasforma lo spazio pubblico in un luogo di incontro e produzione culturale, dimostrando che, quando si padroneggiano la materia e le tecniche di montaggio, l’architettura non è più solo un riparo, ma un messaggio di libertà e innovazione.
Le piazze coinvolte
Terminata la Design Week, il progetto non si conclude ma evolve: i moduli vengono disassemblati e riconfigurati in una costellazione di microinstallazioni urbane distribuite in diverse piazze milanesi.
Non si tratta di un semplice smantellamento, ma di un processo di riuso attivo e circolare:
Le piazze coinvolte (dal 15 maggio al 26 giugno 2026) ospitano contenuti tematici diversi, tra cui sostenibilità, diritti, innovazione e cultura.
- Piazza Gae Aulenti – Donne e Diritti
- Piazza della Scala – Milano si racconta
- Piazza Beccaria – Impronta della sostenibilità
- Piazza Cordusio – Sfide e rinascite
- Piazzale Cadorna – Visioni di futuro
- Largo Treves – Giovani e ambiente
- Piazza Gramsci – Nobel italiani
- Piazza Berlinguer – Sport
- Largo Mahler – Grandi scoperte.
Il ruolo di Heidelberg Materials: innovazione e stampa 3D
Elemento chiave del progetto è il contributo di Heidelberg Materials, che ha sviluppato le malte cementizie innovative utilizzate per la stampa 3D degli elementi.
Ambiti di intervento
- sviluppo di materiali ad alte prestazioni
- ottimizzazione di durabilità e resistenza
- riduzione dell’impatto ambientale
- supporto alla prefabbricazione modulare.
Queste soluzioni hanno permesso la realizzazione di componenti:
- precisi e complessi dal punto di vista geometrico
- facilmente assemblabili e riutilizzabili
- progettati fin dall’inizio secondo logiche di economia circolare.
Stampa 3D: la nuova frontiera delle costruzioni
La stampa 3D si conferma una tecnologia strategica per il settore:
- utilizza solo il materiale necessario, riducendo gli sprechi
- consente forme ottimizzate e leggere
- accelera i tempi di realizzazione
- migliora l’efficienza delle risorse.
In questo contesto, Heidelberg Materials rafforza il proprio impegno verso la decarbonizzazione e lo sviluppo di un’edilizia più sostenibile.
Un ecosistema di partner
Il progetto Città delle Idee è stato realizzato grazie a una rete di partner pubblici e privati: main partner:
Gruppo Arvedi, Banca Mediolanum, Banco BPM, Edison, MINI, UniCredit. Technical partner: Heidelberg Materials, Sun Appeal, Sunage.
Con il supporto della Fondazione Corriere della Sera e il patrocinio del Comune di Milano.
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