Nella cornice milanese dedicata al design e alla creatività d’avanguardia, Fassa Bortolo ha lasciato un segno profondo partecipando a “The Color District”, l’esclusivo evento firmato Colorificio Group.
L’azienda ha scelto di raccontare la propria filosofia attraverso un linguaggio che supera il tecnico per approdare all’artistico, offrendo una visione inedita del colore e della progettazione contemporanea. Per dare forma a questo racconto è stato coinvolto l’artista Cristiano Pasqual, profondo conoscitore dei valori aziendali, che ha tradotto l’identità di Fassa in un’esperienza sensoriale avvolgente.
Un omaggio materico tra tradizione e innovazione
L’installazione concepita da Pasqual, intitolata “Origine – Espressione – Applicazione”, rappresenta un tributo al viaggio della materia, dalla sua estrazione primordiale fino alla codifica in linguaggio architettonico.
L’opera si pone anche come un raffinato omaggio ad Alberto Burri, maestro dell’Arte Informale che ha elevato la sostanza a protagonista assoluta. Fassa Bortolo rispecchia questo percorso nel proprio operato quotidiano, dove il sapere ancestrale della trasformazione minerale incontra le più moderne esigenze del costruire.
Le tre fasi del viaggio creativo
Il percorso espositivo si svela attraverso un passaggio graduale che inizia con l’Origine. In questa prima fase, la materia si mostra nella sua purezza assoluta, testimoniando l’equilibrio tra l’intervento dell’uomo e la natura.
È il momento delle radici solide e dell’autenticità. Successivamente si approda all’Espressione, dove la materia muta tono e prende vita attraverso il colore. Qui la sostanza diventa un mezzo per dare forma all’immaginazione, trasformandosi in una libertà espressiva fatta di contrasti misurati e tonalità ricercate che dettano lo stile del domani.
Dalla visione alla realtà architettonica
L’ultima tappa del percorso è l’Applicazione, il momento in cui l’essenza materica entra finalmente nello spazio reale per farsi struttura e sistema. In questa fase le linee diventano leggere e le geometrie si fanno pulite, rivelando come dietro l’estetica di una finitura si nasconda un universo di competenze tecniche e affidabilità.
La bellezza esteriore diventa così il riflesso di un sistema progettuale solido, capace di rispondere alle sfide dell’architettura moderna con soluzioni versatili e durature.
Il dialogo tattile e la sostanza delle superfici
A suggellare l’intera esperienza, i visitatori sono stati invitati a interagire con una sequenza di cubi decorati con diverse texture e granulometrie. Attraverso il gesto primordiale del tocco, è stato possibile percepire la morbidezza della calce, la compattezza dell’intonaco e la vibrazione delle decorazioni più materiche.
Questo approccio sensoriale permette di comprendere realmente come una superficie possa dialogare con la luce e l’ambiente circostante, riportando l’attenzione della persona sulla sostanza concreta di ciò che abitiamo.

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