Materia 2.0 ha celebrato alla Milano Design Week i 10 anni di moodboard: strumenti progettuali che uniscono materiali, colori e visioni. Cinque nuove composizioni raccontano un design senza tempo, tra natura, tecnologia e comfort sensoriale.

Di Lorenza Bisbano


Dieci anni di moodboard

Materia 2.0 è una materioteca attiva da oltre dieci anni a Como, con showroom a Milano dal 2025, dove raccoglie migliaia di campioni e prodotti ordinati per tipologia. Attraverso moodboard, composizioni di materiali, colori e superfici, supporta progettisti e clienti nel visualizzare e definire in anticipo l’atmosfera degli spazi, facilitando scelte più consapevoli.

In occasione della Milano Design Week 2026, Materia 2.0 in collaborazione con Fuorisalone.it e Brera Design District ha presentato 10 anni di moodboard. Per l’occasione lo spazio di Milano è stato allestito con cinque nuove moodboard, che affiancano quelle già esposte e anticipano visioni e linguaggi sull’abitare del futuro, lavorando come oggetti espositivi autonomi.

“Le moodboard sono sempre state il nostro linguaggio” – spiega Fabio Pecora, fondatore e ceo di Materia 2.0 – “ci permettono di raccontare i materiali non come semplici prodotti, ma come espressione di aziende, manifatture, storie e visioni. Con questa installazione abbiamo voluto celebrare il percorso fatto e ricordare che non sono solo strumenti di lavoro, ma veri e propri dispositivi di pensiero, capaci di costruire coerenza e dare identità”. L’approccio della materioteca si fonda su una ricerca trasversale che mette in dialogo aziende storiche, manifatture artigianali e realtà innovative accomunate da una forte attenzione verso sostenibilità, qualità tecnica e sperimentazione estetica.

I trend senza tempo

Come racconta Silvia Spreafico, general manager di Materia 2.0, l’obiettivo principale non è quello di inseguire il trend del momento, ma di individuare direzioni estetiche e materiche capaci di durare nel tempo. A differenza dell’arredo o degli elementi facilmente sostituibili, le finiture architettoniche implicano scelte pensate per accompagnare gli spazi per anni.

Coerentemente col fatto che cambiare alcuni elementi significa intervenire in modo strutturale sull’ambiente, Materia 2.0 lavora su accostamenti cromatici e materici che non risultino effimeri o legati a mode passeggere, ma che mantengano nel tempo coerenza, equilibrio e valore progettuale. In quest’ottica, le moodboard smettono di essere semplici strumenti di supporto al progetto e diventano veri oggetti narrativi, capaci di raccontare atmosfere, sensibilit. estetiche e nuove visioni dell’abitare contemporaneo. Materia 2.0 le costruisce come autentici ecosistemi domestici.

Oltre a superfici e rivestimenti, inserisce anche metalli, dettagli funzionali, texture, elementi tecnici e suggestioni luminose che dialogano tra loro per restituire una percezione completa dello spazio. In occasione del Fuorisalone, Silvia Spreafico ha raccontato le cinque moodboard allestite da Materia 2.0 come altrettante interpretazioni dei linguaggi emergenti del design contemporaneo: percorsi materici e cromatici che esplorano il rapporto tra natura, tecnologia, texture, durata e comfort sensoriale.

La materioteca di Materia 2.0

Earth Crafted: il colore torna alla terra

La moodboard Earth Crafted si basa su una palette di toni caldi e terrosi – rossi ossidati, marroni, sfumature minerali – che richiamano direttamente la natura.

Il progetto valorizza superfici materiche e tattili, espressione di autenticità e ricerca di permanenza, per un’idea di lusso discreto e senza tempo. Materiali come marmi, pietre, onici, metalli antichizzati, calce e terracotta dialogano tra loro attraverso venature e cromie comuni. Il colore nasce dalla materia stessa, anche in soluzioni innovative come piastrelle in carta riciclata, che uniscono estetica naturale e sostenibilità.

Hyper Texture: colore puro

La moodboard Hyper Texture mette al centro la superficie, dove texture e rilievi prevalgono sul colore.
Toni freddi e metallici evocano un’estetica industriale e tecnologica, affiancando acciaio, vetri tridimensionali e reti metalliche a materiali tradizionali e artigianali.

Ne nasce un equilibrio tra innovazione e memoria, in cui superfici tecniche sono ammorbidite da lavorazioni manuali e materiche, rendendo la texture il vero linguaggio progettuale.

Fabio Pecora, fondatore e Ceo di Materia 2.0

Fabio Pecora

«Le moodboard sono sempre state il nostro linguaggio: ci permettono di raccontare i materiali non come semplici prodotti, ma come espressione di aziende, storie e visioni».

Silvia Spreafico, general manager di Materia 2.0

Silvia Spreafico

«L’obiettivo non è inseguire le mode, ma individuare direzioni estetiche e materiche capaci di durare nel tempo».

Mineral: tecnologia invisibile

La moodboard Mineral esplora il rapporto tra innovazione e natura, unendo toni freddi di azzurro a gialli minerali.

I materiali tecnologici si integrano in superfici organiche e senza tempo, come il mosaico in vetro riciclato e il travertino blu naturale. Ne emerge un linguaggio progettuale in cui sperimentazione e autenticità convivono, rendendo la tecnologia discreta e profondamente connessa al mondo naturale.

Raw Matter: il futuro è timeless

La moodboard Raw Matter propone un’idea di futuro lontana dalle mode, puntando su tonalità profonde e durature.

Colori come borgogna, amaranto e viola si uniscono a gialli caldi e sfumature naturali, sempre derivati dalla materia. Il progetto valorizza autenticità e imperfezioni, come nella carta da parati in materiali organici pressati. Ne emerge un approccio al design che privilegia durata percettiva e qualità artigianale, dove la matericit. e i segni della lavorazione diventano elementi identitari e senza tempo.

Soft Habitat: design e comfort

La moodboard Soft Habitat esplora il comfort sensoriale attraverso tonalità morbide e desaturate – verdi, rosa cipria e neutri – che creano ambienti rilassanti. Materiali naturali e opachi, come calce e marmi, generano profondità e assorbono la luce.

Texture delicate, come la ceramica craquelé, aggiungono vibrazione tattile. Ne nasce un interior intimo e avvolgente, dove il benessere percettivo diventa una nuova forma di lusso contemporaneo.

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