In occasione della Milano Design Week 2026, la sede milanese di Colorificio Group ha allestito un percorso esperienziale e immersivo con l’obiettivo di mettere a disposizione dei professionisti e del pubblico occasioni di esplorazione e divulgazione sulle infinite possibilità che i colori, i materiali, le texture e le forme possono avere. Il cortile del Colorificio L’Artiglio è stato allestito attraverso distretti tematici curati da brand partner con lo scopo di raccontare diverse prospettive sul colore applicato all’edilizia, all’architettura e al design.

Di Lorenza Bisbano


Il viaggio della materia di Fassa Bortolo

Fassa Bortolo ha partecipato con l’installazione “Origine – Espressione – Applicazione”, un’opera d’arte che racconta il viaggio della materia e una riflessione su di essa. Dall’origine più autentica della materia fino alla sua trasformazione che avviene attraverso gli strumenti della progettazione. L’opera di Cristiano Pasqual è un omaggio ad Alberto Burri, esponente dell’arte informale che ha fatto della materia la protagonista assoluta delle sue opere.

Si tratta di un percorso su quattro facciate decorate di un parallelepipedo, intorno a cui il visitatore è invitato a camminare. Ogni facciata porta una tematica fatta di superfici da esplorare, osservare e toccare:

  • Origine: la parte dell’installazione dove la materia appare nella sua forma più pura e lo fa attraverso texture materiche che vogliono raccontare un sapere fatto di autenticità e sostanza.

  • Espressione: la materia si evolve trasformandosi in libertà espressiva e spostando il focus sulle possibilità di colore e di finiture.

  • Applicazione: rappresenta il momento progettuale della materia quando si svela nella sua essenza e nella sua espressività, diventando struttura, sistema e infine architettura.

A completare l’opera vi è una sequenza di cubi decorati con finiture, texture e granulometrie diverse che sono stati allestiti con lo scopo di essere toccati dal visitatore per offrire la possibilità di percepire le differenze, i dettagli e di sentire la materia nella sua autenticità.

Claudia Baietta, amministratrice delegata di Colorificio Group racconta l’utilizzo del visore 3D all’interno dell’azienda come supporto alla progettazione e alla comunicazione e di percepirne già i vantaggi e gli aspetti positivi. Nel settore dell’edilizia leggera e della ristrutturazione, la progettazione immersiva sta diventando uno strumento sempre più concreto a supporto di tecnici, progettisti e clienti finali.

Colore, materiali e arredi trasformabili

All’interno dell’evento è stato esplorato e sviluppato il tema della flessibilità progettuale. In un dialogo tra colore, materiali e sistemi d’arredo trasformabili è stato evidenziato come il cantiere possa evolvere in uno spazio dinamico e adattabile alle nuove esigenze dell’abitare.

  • Clei: azienda italiana specializzata in soluzioni di arredo trasformabile, ha presentato proposte di arredi capaci di modificare la funzione degli ambienti in base ai diversi momenti della giornata. Un approccio che interpreta il progetto come sistema flessibile e facilmente modificabile, in cui gli spazi possono riconfigurarsi attraverso arredi integrati e multifunzionali.

  • Lechler: ha proposto uno studio sugli equilibri cromatici applicati all’interior design. Il sistema colore sviluppato dall’azienda è stato organizzato in tre famiglie principali: tonalità White molto chiare dedicate ai soffitti, nuance Light Tonal neutro-medie pensate per pareti e superfici verticali, e colori Medium Vivid destinati agli accenti decorativi.

  • Chrèon: il brand di Lechler dedicato al settore dei prodotti vernicianti per la casa e l’edilizia, ha presentato una nuova idropittura bio-based per interni, caratterizzata da resistenza al lavaggio, ottima copertura e una formulazione profumata.

  • Sikkens: le potenzialità del colore sono state approfondite attraverso le palette 2026, raccolte nel concept The Rhythm of Blues. Per valorizzare il progetto cromatico è stato realizzato un ambiente virtuale immersivo articolato in quattro stanze. Grazie all’utilizzo di un visore 3D, i visitatori hanno potuto sperimentare direttamente l’effetto delle differenti palette all’interno dello stesso ambiente.

Il visore 3D come strumento di mediazione

Claudia Baietta, amministratrice delegata di Colorificio Group, racconta di avere recentemente introdotto l’utilizzo del visore 3D all’interno dell’azienda come supporto alla progettazione e alla comunicazione in ambito edilizio. Nel settore dell’edilizia leggera e della ristrutturazione, la progettazione immersiva sta diventando uno strumento sempre più concreto.

L’esperienza maturata da Colorificio Group conferma come molti utenti fatichino a immaginare il risultato finale partendo esclusivamente da tavole tecniche o campionature. Attraverso la realtà immersiva le decisioni hanno la possibilità di diventare più consapevoli e immediate. Il visore 3D diventa così uno strumento di mediazione, in grado di fare da ponte tra il linguaggio tecnico di un professionista e l’immaginazione di un cliente.

Il valore della simulazione

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la simulazione dei materiali. Il sistema permette di verificare in anticipo l’effetto di parquet, finiture e colori direttamente all’interno dell’ambiente progettato. Baietta sottolinea come molti errori nascano dalla difficoltà di interpretare campioni fuori contesto: un colore osservato su una piccola superficie può apparire molto diverso una volta applicato a un’intera stanza.

Supporto per il cantiere

L’azienda intravede applicazioni interessanti anche per il coordinamento operativo di cantiere. La visualizzazione immersiva potrebbe aiutare capicantiere e maestranze a comprendere meglio il progetto esecutivo, anticipando eventuali criticità operative. Secondo Baietta, il visore è utile anche per il confronto tra professionisti (architetti, interior designer e tecnici), riducendo il margine di interpretazione soggettiva del progetto.

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