L’analisi delle performance delle prime aziende italiane del settore con ricavi oltre 2 milioni di euro mostra una notevole dinamicità, con risultati economici e finanziari in miglioramento, anche se non per tutti
Nuova rivista, nuove classifiche. Per la prima volta il Centro Studi YouTrade ha messo sotto la lente delle analisi di bilancio il settore della posa in opera di cartongesso, che comprende imprese che operano anche nel settore della posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili e, in qualche caso, anche opere di imbiancatura. È un settore nel quale si contano oltre 6 mila aziende, delle quali poco meno di 800 sono società di capitali, dunque con bilanci depositati presso le Camere di Commercio. Analogamente alle analisi che il nostro Centro Studi svolge ogni anno per molti settori afferenti alla filiera delle costruzioni, e che sono pubblicati nell’edizione de I Bilanci delle Costruzioni, in questo articolo presenteremo i bilanci delle migliori cento società di capitali del settore in analisi. In particolare, rispetto al totale di quasi 800 società di capitali presenti negli archivi delle Camere di Commercio, 540 presentano un fatturato superiore a 250 mila euro, 380 superiore a 500 mila euro, 220 ricavi oltre 1 milione di euro. Dunque, volendo presentare la Top 100, ovvero la classifica delle più rilevanti imprese del comparto, si è fissata l’asticella del fatturato minimo nel 2023 a 2 milioni di euro, contando alla fine, al netto di alcune imprese che possiamo definire outlier, ovvero con valori particolari di alcuni parametri dovuti a fattori contingenti e che esulano dalle analisi complessive di settore, 95 imprese. Complessivamente sommano 633 milioni di euro di fatturato, in crescita complessivamente del 25,0% sul 2022 e del 62,2% sul 2021. Sono valori molto importanti di crescita, che evidenziano l’ottimo stato di salute del comparto, con una crescita netta del giro d’affari delle aziende analizzate di 126 milioni di euro rispetto all’anno precedente e di 242 milioni di euro rispetto al 2021. Questi numeri sono dovuti essenzialmente all’ottimo andamento del mercato legato ai lavori del superbonus 110%, che proprio nel 2022 e nel 2023 ha mostrato i suoi incrementi maggiori.
LE CLASSI DI FATTURATO
Analizzando le dinamiche per classi di fatturato delle imprese, emerge in primo luogo come quelle di crescita siano differenziate per classi di fatturato delle imprese. La categoria più dinamica nel 2023 è stata quella delle imprese con fatturato compreso tra 10 e 25 milioni di euro, composta da sei società, con una variazione di +57,7% sul 2022, mentre la seconda classe per crescita è quella maggiore, ovvero le aziende con oltre 25 milioni di euro di fatturato, composta da quattro imprese, che sono cresciute complessivamente del 31,8%. Seguono 21 aziende con fatturato tra 5 e 10 milioni, in crescita del 23,6% e chiudono le 65 con fatturato compreso tra 2 e 5 milioni di euro, che presentano l’aumento minore tra le categorie, pari a +10,0%. Molto interessante analizzare anche la crescita biennale di questo settore, ovvero delle imprese di maggiore dimensione, perché rispetto alla crescita media del campione di 95 imprese (+62,2%), la classe tra 10 e 25 milioni è quella che evidenzia anche in questo caso la migliore crescita (+111,8%), mentre è la fascia appena inferiore, tra 5 e 10 milioni, che presenta la seconda migliore performance in termini di incremento del giro d’affari, con +72,8%. Segue al terzo posto la classe maggiore, oltre 25 milioni di fatturato, con +63,6%, mentre una buona performance la presentano anche le imprese della classe inferiore, tra 2 e 5 milioni di euro, con un incremento del 40,5%.
I MIGLIORI
Dal punto di vista della marginalità e della redditività, i risultati migliori li esprimono complessivamente le imprese di maggiore dimensione, un tratto comune ormai a molti comparti della filiera dell’edilizia e delle costruzioni. Analizzando la marginalità, emerge come le due classi maggiori superino il valore medio del campione, pari al 12,6% sul valore della produzione, con valori pari al 14,6% per la classe tra 10 e 25 milioni e del 13,9% per quella oltre i 25 milioni. Meno performanti le due classi inferiori, con quella tra 2 e 5 milioni di euro con l’11,7% di margine operativo lordo in rapporto al valore della produzione, e con quella tra 5 e 10 milioni che fa segnare il 10,9%. In termini di redditività, analizzando i valori degli utili netti, anche in questo caso sono migliori quelli delle due classi maggiori, come se il valore di 10 milioni di fatturato fosse una sorta di cancello oltre il quale le performance non solo economiche, ma anche finanziarie, migliorano. Infatti, le due classi maggiori presentano utili medi sul fatturato compresi tra l’8,1% e l’8,4%, mentre le due classi inferiori presentano utili netti medi compresi tra il 6,3% e il 6,8%. La buona notizia è che confrontando i valori rispetto agli stessi indicatori nei due anni precedenti si nota un miglioramento di questo indicatore, che complessivamente passa dal 6,2% del 2021 al 7,3% del 2023.
TANTA LIQUIDITÀ
Altro dato molto positivo è la crescita del cash flow in rapporto al fatturato, ovvero della cassa, che costituisce uno dei principali indicatori della capacità dell’impresa di far fronte alle eventuali turbolenze del mercato. L’indicatore complessivamente passa dal 7,1% del 2021 all’8,3% del 2023, con il valore massimo del 9,1% relativo alle due classi maggiori, segno ancora una volta della migliore competitività delle imprese più strutturate e di maggiore dimensione ad operare nel mercato. Dal punto di vista finanziario, gli indicatori medi complessivi relativi alle 95 imprese con oltre 2 milioni di euro di fatturato analizzate, in questa prima classifica relativa a questo settore elaborata dal nostro centro studi, evidenziano valori molto positivi. In particolare sia per il valore del Roe (Return on equity), l’indicatore che misura il ritorno sul capitale proprio dell’impresa, pari mediamente al 31,1%, un ottimo valore, che per il Roa (Return on asset) che misura la redditività dell’intero investimento aziendale, pari al 14,4%, e sia per il Ros (Return on sales), che misura la redditività delle vendite, e che presenta un valore pari all’11,3%. Buona anche l’indipendenza finanziaria, complessivamente pari al 27,5% e buona anche la solvibilità nel breve periodo, pari a 1,3, un indicatore superiore alla soglia ottimale, che in letteratura è fissata a 1,2.
CHI C’È NELLA TOP TEN
Ovviamente le diverse imprese presentano diverse performance nei vari indicatori e lasciamo al lettore l’analisi delle singole realtà e la comparazione tra i relativi valori. In questa sede, tuttavia, si vuole porre l’attenzione su alcune imprese che hanno fatto segnare particolari performance di crescita e di redditività nel 2023 (ultimo anno per il quale abbiamo a di sposizione i bilanci depositati). La top ten delle imprese per crescita del giro d’affari nel 2023 rispetto al 2022 vede due imprese con crescite superiori al 200%, con al primo posto Edil Pitture (+271,6%), seguita da Group Omar Gips (+258,1%). Tra le imprese con crescita tra 100% e 200% si segnalano Confidence (+178,0%), Isolcolor (+148,8%), Masseroli (+134,4%) e Impremac (+127,2%). Le altre quattro imprese della top ten sono B&W (+94,7%), Gregori Arredamenti (+87,5%), Tintapiù (+80,3%) e FraCo (+74,5%). Dal punto di vista della redditività, la top ten relativa alla percentuale di utili sul fatturato vede al primo posto Ltc con il 31,4%, seguita da Mon Service al 24,0%. Leggermente staccate, ma con ottimi risultati New Gess con il 17,8%, Procarf con il 17,0%, Art Interni con il 16,6%, Decorazione Morcianese con il 16,3%, Simeco con il 16,1%, Giannoni & Santoni con il 15,7% e chiudono poi la top ten della redditività Mattioli e Linoleum World, entrambe con il 14,4%.
DINAMICHE DIVERSE
Ovviamente l’analisi delle imprese in classifica evidenzia dinamiche diversificate, legate anche a particolari andamenti che in alcuni casi portano a valori discostati da quelli medi delle classi di fatturato, e non potrebbe essere altrimenti, perché ogni impresa fa storia a sé. Il leader di questa prima classifica del settore dei cartongessisti, o meglio del comparto della posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili, è Coiver Contract, con oltre 94 milioni di euro di fatturato, seguita da Vanoncini con 44 milioni, Mbr con 38 e CoGeIn con quasi 27 milioni. Al quinto posto Impremac con quasi 23 milioni. Queste cinque aziende complessivamente rappresentano oltre un terzo del giro d’affari del campione analizzato e anche un terzo degli utili complessivi, a segnare che la dimensione aziendale oggi anche in questo settore è un elemento fondamentale per la competitività. Questa prima classifica evidenzia, infine, un altro dato positivo, che andrà poi analizzato in prospettiva quando saranno disponibili i bilanci 2024, cioè la capacità di produrre valore aggiunto, in crescita del 34,4% rispetto al 2022 e dunque con un indicatore che è migliore di quello della crescita del giro d’affari, un dato che indica come la crescita di mercato si sia tradotta anche in una migliore capacità delle imprese di operare nel mercato, creando maggiore valore aggiunto anche in rapporto alle dinamiche dei prezzi delle materie prime, del costo del personale e in definitiva anche dell’organizzazione e gestione di impresa, fattori oggi sempre più strategici in un mercato che diventa ogni anno sempre più competitivo.
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